• INTERVISTA

    Caso Charlie, Perrone: vi spiego l'errore dei giudici

    Il criterio del “miglior interesse del bambino”, concetto peraltro ambiguo, non è stato applicato, ma semmai stravolto dalle corti britanniche che hanno deciso per l’interruzione delle cure a Charlie Gard. Lo spiega in questa intervista il giurista Andrea Perrone, docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, e se parla stasera a Rimini con monsignor Negri e Salvatore Abbruzzese. 

    • STATI UNITI

    La "guerra delle statue" riapre la vecchia ferita

    La nuova furia iconoclasta che ha preceduto e segue gli incidenti di Charlottesville e che ha come obiettivo i monumenti "sudisti" della Guerra di secessione è una vera e propria follia. Rimette in discussione la riconciliazione nazionale del dopoguerra e racconta una storia distorta perché il Sud non fu solo schiavitù e la guerra non scoppiò per questo.

    • L'INTERVISTA

    Sentenza Charlie: frettolosa e semplificata

    La sentenza della Corte di Strasburgo, che ha dato il via libera all'uccisione di Charlie Gard, letta ai raggi x: “La decisione è molto frettolosa. La Corte dice: «Questo problema sarebbe da esaminare, ma è inutile farlo perché il ricorso è manifestamente infondato». Parla l'esperta di diritto dell'Unione Europea Ilaria Anrò. 

    • INGANNI LUCIFERINI

    "Vivevo come un uomo ma ero disperata. Poi Gesù mi salvò"

    Una relazione difficile con la madre e altri traumi portarono Laura Perry a rifiutare la sua femminilità e a "cadere nell'inganno del diavolo" per cui pensavo che "da uomo sarei stata felice". La sua famiglia, fortemente credente e attiva nella chiesa, cominciò quindi un percorso di riconoscimento dei propri errori e di guarigione. Attraverso la preghiera e l'umiltà profonda della madre di Laura, Dio convertì anche la figlia: "Il cammino è stato lungo, travagliato, ma la fedeltà a Dio nel tempo può operare meraviglie". Ecco come.

    • IL CASO

    Belgio, l'eutanasia spacca i Fratelli della carità

    Ancora sviluppi nella vicenda dell'ordine religioso belga che intende praticare l'eutanasia nelle sue strutture. Dopo l'ultimatum della Santa Sede, con il sostegno del Superiore generale dell'ordine, segnali di ristenza dal Belgio, protagonista anche l'ex presidente del Consiglio europeo Van Rompuy. Si profila lo scioglimento del ramo belga dell'ordine. 

    • IL PROGETTO A SCUOLA DI PARITA'

    Una bambina ostaggio dell'educazione di genere

    L'odissea di una bambina e dei suoi genitori che in tre mesi non hanno ancora ottenuto dalla scuola elementare di esercitare il diritto all'esonero da un corso sull'educazione di genere. Dall'Ufficio scolastico lombardo al Miur a Roma: tra richeiste e carte bollate, c'è anche chi suggerisce di ricorrere al Tar.

    • GLI ULTIMI ATTIMI DI VITA DEL BIMBO

    Charlie, 12 minuti di lotta per smettere di respirare L'ultimo appello al giudice: «Ci lasci più tempo»

    I genitori di Charlie raccontano il suo ultimo giorno di vita: il viaggio all'hospice, il no dell'ospedale a salire in ambulanza e quello del giudice per avere qualche ora in più. Poi una passeggiata nel giardino e il distacco del venitlatore: «Avrebbe dovuto durare 5 minuti, invece il nostro bimbo ha lottato ben 12 minuti». Ma nel loro futuro si staglia l'ombra della fecondazione in vitro che comporta la diagnosi pre impianto e lo scarto. Eppure, questo è il momento di combattere la cultura eugenetica. 

    • PRUDENZA SULLA RECENTE SCOPERTA

    Embrioni cavie genetiche: un rischio troppo alto

    Nature pubblica i risultati di una scoperta effettuata usando embrioni prodotti artificialmente per correggere un'anomalia cromosomica. E si è gridato allo scandalo parlando di Frankenstein da laboratorio. Ma è lecito moralmente intervenire sulla struttura genetica dell’uomo? Dipende sempre dal fine. E anche dal risultato e dai danni conseguenti. 

    • NUOVO CASO DALL'INGHILTERRA DOPO CHARLIE

    In lotta per Alfie, il bimbo senza diagnosi da uccidere

    Dopo Charlie, c’è un altro piccolo combattente da sostenere nella sua battaglia per il diritto alla vita: Alfie Evans. Quattordici mesi, è in coma da dicembre a Liverpool e ancora non ha avuto una diagnosi sulla misteriosa infezione che lo ha colpito. Ma medici vogliono staccare la spina e i genitori hanno fatto partire una campagna. 

    • USA

    La battaglia pro-life dei Repubblicani, Stato dopo Stato

    Sull’aborto, votare un partito piuttosto che un altro, negli Usa come altrove, fa la differenza. Lo dimostra ancora la vittoria dei Repubblicani, non solo al Congresso e alla Casa Bianca, ma anche nella maggioranza degli Stati. Da gennaio ad oggi sono state approvate almeno 50 nuove leggi statali restrittive sulle pratiche abortive. E anche fra i Democratici qualcosa si muove...

    • L'INTERVENTO

    Il diritto di accompagnare fino alla fine

    Madre Teresa ha accompagnato i suoi malati a morire fino alla fine, e non è che cercasse di guarirli tentando di invertire il loro destino, perché non si sentiva medico, e nè andava con la chirurgia o con i ricoveri, ma li assisteva con cure, con una tazza di latte, una carezza, ed è quello che l’ha fatta sentire madre. Questo è un esempio di come si assiste il morire, senza che nessuno si arroghi il diritto di “staccare”.

    • IL CASO

    Elisa e la nuova frontiera dell'eutanasia

    Ormai il best interest, l’equazione vita di bassa qualità uguale morte è praticamente ben digerita da molti. Il principio secondo il quale la fossa è il miglior posto dove mettere i disabili è pressochè acquisito. La discussione si sposta sulla scelta del soggetto che deve decidere della morte dell’incapace. I candidati sono tre: il paziente impersonato dalle Dat, i parenti e l’apparato burocratico dello Stato. La storia di Elisa e la nuova "battaglia" dell'associazione Luca Coscioni. 

    -IL DIRITTO DI ACCOMPAGNARE FINO ALLA FINE di Elio Sgreccia