• SUICIDIO ASSISTITO

    Il caso Noa ci dice che abbiamo tollerato troppo

    Se ci sforziamo di non nascondere la realtà, la morte di Noa è l’ulteriore tassello che prefigura questo torbido futuro: il male democraticamente celebrato, contemplato per legge, pianificato, come si pianifica la soddisfazione di un diritto.
    - LA SOFFERENZA CHIEDE UN SENSO, di Roberto Marchesini

    • AVEVA 91 ANNI

    A Dio Sgreccia, padre della bioetica cristiana

    Convinto assertore della necessità dell'incontro tra etica e scienza, il cardinale Elio Sgreccia, morto ieri a 91 anni, ha dedicato la sua vita a difendere l'idea dell'oggettività dell'essere umano. Teologo e presidente della Pontificia Accademia per la Vita, è stato una colonna della bioetica cristiana nell'ambito del rapporto con il diritto: aborto, eutanasia, fecondazione assistita, sperimentazione sull'uomo, biotecnologie. Il suo ultimo appello per Charlie Gard. 

    • CULTURA DI MORTE

    Noa, la ragazza suicida a cui bisognava ridare la speranza

    Al di là delle modalità concrete che hanno permesso a Noa Pothoven di morire, va detto che alla 17enne olandese doveva essere innanzitutto impedito di realizzare il proposito suicida, anche con l'intervento coattivo per mantenerla in vita. Il problema è la cultura di morte, fondata sull'autodeterminazione, che è sorella delle stesse violenze sessuali poiché poggia su un'idea di libertà senza limiti. Mentre per Noa serviva il balsamo indicato dal Papa: che ci si prendesse cura di lei, ridandole speranza.

    - EUTANASIA, OLANDA ALL'ATTO FINALE: I SANI VERRANNO UCCISI, di Willem J. Eijk

    - L'ANNO SCORSO 6.126 LE MORTI INDOTTE NEI PAESI BASSI, di Giuliano Guzzo

    - DAL BELGIO AL CANADA, COME SI PRECIPITA VERSO IL BARATRO, di Ermes Dovico

    • DERIVA DIABOLICA

    Sarco, la macchina-bara che uccide "in pochi minuti"

    Esposta a Venezia a una mostra di design, "Sarco" (sarcofago) è una specie di capsula ideata da un'organizzazione pro eutanasia. «Abbiamo un pulsante "Muori" e anche un pulsante "Stop"», dice il designer. Insomma, una "sicura" ghigliottina 2.0, attivabile con un codice anche da disabili. Il suicidio diviene così un gesto estetico, secondo una precisa strategia luciferina.

    • L'INTERVISTA A ROCCHI

    Eutanasia d'obbligo, ecco il futuro che ci preparano

    «Ciò che ci differenzia dalla Francia è che oltralpe si muore per decisione diretta dei medici. E' quello che ci attende con l'intimazione della Corte Costituzionale per una norma che stabilisca che il medico possa uccidere direttamente». La Nuova BQ intervista il giudice Rocchi, autore di Licenza di uccidere. La legalizzazione dell'eutanasia in Italia (ESD). Che fare? «L'unica strada è modificare la Costituzione e spazzare via le cattive sentenze». 

    • ARGENTINA

    Aborto, medico condenado. Asì se altera la ley

    Tras la condena de la doctor Lastra, que no ha dado curso a un pedido de aborto salvando dos vidas. Los 4 puntos críticos de un dramatico veredicto destinado a hacer escuela en Argentina: una violación no verificada, una organización abortista clandestina que no es perseguida, un fiscal que aplica algunas leyes olvidando la Constitución y un juez que transforma los delitos en derechos.

    • ARGENTINA

    Aborto, medico condannato: così si stravolge la legge

    Dietro la condanna del dottor Lastra, che non ha dato corso ad una richiesta di aborto salvando due vite. I 4 punti critici di una sentenza destinata a fare scuola in Argentina: uno stupro non accertato, un'organizzazione abortista clandestina che non viene perseguita, un procuratore che applica alcune leggi dimenticando la Costituzione e un giudice che trasforma i delitti in diritti. 
    -VERSION EN ESPAÑOL 

    • STATI UNITI

    Louisiana, adesso la Costituzione è più pro life

    Dopo la legge in Alabama, un altro Stato del Sud compie un passo a favore della vita. Il Congresso della Louisiana ha infatti votato un emendamento alla Costituzione per chiarire che in essa non vi è nessuna norma che possa essere interpretata a favore dell'aborto. L'altra buona notizia è che stavolta l'iniziativa è stata di Katrina Jackson, esponente del Partito Democratico.

    • LEGGI A CONFRONTO

    L’Italia peggio della Francia. Qui Vincent sarebbe già morto

    Se Vincent Lambert fosse stato un cittadino italiano quale sarebbe stata la sua sorte? A quest’ora sarebbe già all’altro mondo perché con la legge 219 sul “biotestamento”, la moglie Rachel, in assenza di Dat e in quanto rappresentante legale, avrebbe avuto potere di vita e di morte su di lui, senza nemmeno dover disturbare i giudici.

    • STRATEGIE DI MORTE

    Il caso Lambert? Il fine è una legge estrema sull'eutanasia

    I fautori della cultura della morte, massoni inclusi, usano la vicenda di Vincent come trampolino di lancio per arrivare a una legge espressamente favorevole all’eutanasia, già autorizzata in modo implicito dal testo della Claeys-Leonetti. Che permette di interrompere alimentazione e idratazione, cioè sostegni vitali. C’è il rischio di un effetto domino su tutti i più fragili. Per esempio, si chiede preoccupato il presidente della Fondazione Lejeune, Le Méné: “Che diremo dei malati di Alzheimer? Sono in una situazione peggiore di quella di Vincent”.
    -E L’ITALIA STA PEGGIO DELLA FRANCIA. “GRAZIE” ALLE DAT di Tommaso Scandroglio

    • CASO LAMBERT/COLPO DI SCENA

    Stop alla condanna a morte, la battaglia di Vincent continua

    Quando sembrava che non ci fosse altra speranza, verso le 22.30 di ieri è arrivata la notizia tanto agognata: la Corte d’Appello di Parigi ha ordinato al dottor Sanchez di riprendere a nutrire e idratare Lambert. La Francia è infatti tenuta a rispettare gli impegni internazionali presi ed è quindi vincolata alla richiesta del Comitato Onu per i disabili. Ora bisognerà capire quanto è stata compromessa la salute di Vincent con l'inizio del protocollo di morte. Ma intanto è chiaro che l’«accanimento terapeutico» di cui si parla altro non è che una semplice nutrizione via PEG. Eppure le menzogne su Vincent, alimentate anche da Pilato-Macron, continuano. E con esse la sedazione delle coscienze.
    -I MEDIA E LA REALTÀ DISTORTA SU LAMBERT di Tommaso Scandroglio

    • DISINFORMAZIONE SU UN DISABILE

    Ecco come i media distorcono la realtà su Vincent Lambert

    Vincent non è in fin di vita, respira autonomamente e non è attaccato a nessuna macchina, come dimostra un video girato due sere fa. A ciò va aggiunto il dato morale: anche se fosse stato un paziente terminale e dipendente dalle macchine, non sarebbe comunque lecito ucciderlo. I maggiori media non descrivono come stanno realmente le cose nel caso Lambert, oppure strumentalizzano alcuni particolari veri per benedire l’eutanasia. Ecco una panoramica.