• A 40 anni dalla morte

Wyszynski, il Primate del Millennio, futuro beato

“La gente vede in lui un martire e un vittorioso...un buon combattente che è sempre in trincea...ed è portata a rendergli impetuosamente testimonianza”, scrisse il vaticanista Silvio Negro del cardinale che sostenne la Chiesa polacca durante la persecuzione del regime comunista. Mentre alla sua morte Giovanni Paolo II ripeté: “Il Cardinale primate insegna che questa forza la deve a Maria, Madre di Cristo". A Roma l’omaggio dell’ambasciatore Kotański.

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“Il polacco Wyszynski è l’unico cardinale che quando arriva a Roma è ricevuto alla stazione non da pochi amici ma da una folla che gli tributa una dimostrazione, l’unico che sia salutato con applausi per le strade se gli capita di doversi fermare e di essere riconosciuto. La gente vede in lui un martire e un vittorioso, vede nello stesso tempo un buon combattente che è sempre in trincea e che è sempre in pericolo, ed è portata a rendergli impetuosamente testimonianza. Si aggiunga che la patetica e giovanile figura del primate polacco sembra fatta su misura per esprimere tutto questo e per aggiungere comprensione a comprensione e simpatia a simpatia”. Così nel 1958 il grande giornalista e conoscitore del Vaticano, Silvio Negro scriveva del card. Stefan Wyszynski nella sua memorabile opera “Vaticano minore”. Le sue parole riflettono in modo migliore i sentimenti che la gente di allora nutriva verso il Primate di Polonia che è passato alla storia come il Primate del Millennio per aver saputo guidare la Chiesa in Polonia nel periodo turbolente del regime comunista.

Questo grande pastore moriva esattamente 40 anni fa, il 28 maggio 1981, appena 15 giorni dopo l’attentato a Giovanni Paolo II con cui lo legava una profonda amicizia. Il funerale del card. Wyszynski fu un evento nazionale a cui il Papa non poté assistere perché ancora ricoverato al Policlinico Gemelli. Mandò invece una delegazione della Santa Sede guidata dal Segretario di Stato, card. Agostino Casaroli e inviò ai polacchi una speciale lettera nella quale scriveva: “A voi tutti desidero indirizzare questo sia pur breve messaggio. Lo scrivo per profondissimo bisogno del cuore e della fede. Non posso rendere questa testimonianza come vorrei. Confido che Dio mi restituirà le forze e mi offrirà l’occasione propizia affinché io possa farlo nel modo che sento. Desidero che sappiate che in quest’ora di lutto, nell’ora di mestizia e di cordoglio, ma anche di ancor più grande speranza e fede, avrei desiderato di essere con voi e rendere di persona gli estremi onori al primate. Dio ha deciso diversamente”.

Nella sua lettera il Papa ricorda la figura del card. Wyszynski citando le sue parole pronunciate nella Cattedrale di Varsavia durante il primo pellegrinaggio in Polonia: ‘Il Cardinale primate è divenuto... una chiave di volta. Chiave di volta è ciò che forma l’arco, ciò che rispecchia la forza delle fondamenta dell’edificio. Il Cardinale primate manifesta la forza del fondamento della Chiesa che è Gesù Cristo. In ciò consiste la sua forza. Il Cardinale primate insegna, da più di trenta anni, che questa forza la deve a Maria, Madre di Cristo. Tutti sappiamo bene che grazie a Maria si può far risplendere la forza di quel fondamento, che è Cristo, e che si può efficacemente diventare chiave di volta della Chiesa. Questo insegna la vita e il mistero del primate di Polonia. È Lui la chiave di volta della Chiesa di Varsavia e la chiave di volta di tutta la Chiesa di Polonia. In ciò consiste la provvidenziale missione, che Egli svolge da più di trent’anni.”

Non potrebbe essere un omaggio più grande al defunto Primate. Giovanni Paolo II volle che si aprisse la sua causa di canonizzazione che iniziò il 29 maggio 1989. Il 6 febbraio 2010 terminò la sua fase diocesana ed è cominciata quella vaticana presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Il 18 dicembre 2017 il card. Wyszynski è stato proclamato venerabile, quando Francesco ha riconosciuto le sue virtù eroiche. Il 2 ottobre 2019 il Papa ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto riguardante un miracolo attribuito al venerabile Stefan Wyszyński aprendo la strada della sua beatificazione. La solenne Messa della beatificazione, inizialmente prevista a Varsavia per il 7 giugno 2020, avrà luogo il 12 settembre 2021.

Oggi a Roma non si conosce la grandiosa figura del card. Wyszynski come negli anni Cinquanta e il 40° anniversario della morte del Primate di Polonia è stato ricordato soltanto con una semplice cerimonia che si è svolta nella basilica di Santa Maria in Trastevere che fu la chiesa titolare del Cardinale. Il 28 maggio, alle ore 11.00, l’Ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Janusz Kotański (nella foto in basso), si è recato a Trastevere per un breve momento di preghiera davanti alla lapide commemorativa di Wyszyński che si trova nella basilica e ha deposto un mazzo di fiori accanto alla lapide di questo grande figlio della Polonia cattolica, “Polonia semper fidelis”.

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