Voto in Slovenia, il centrodestra denuncia frodi elettorali
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Mentre Macron esulta per la dubbia vittoria di Robert Golob, da Janez Janša arriva l'invito a non cantar vittoria troppo presto. Il leader del Partito Democratico di Destra contesta l'esito delle urne – alcune delle quali sarebbero state persino trafugate! – e presenterà ricorso in 24 seggi.
In Slovenia si avvicinano nuove elezioni? Il primo ministro uscente Robert Golob ha ospitato lo scorso 27 marzo il primo incontro esplorativo con i partiti che considera potenziali partner di coalizione; sono stati invitati tutti i leader dei partiti presenti nel nuovo parlamento, ad eccezione del Partito Democratico di Destra (SDS) dell'ex primo ministro Janez Janša (nella foto di LaPresse). Un primo passo falso per un auspicato ”governo di unità nazionale”, confermato dal rifiuto di partecipare ad un esecutivo social-liberale da parte dell'alleanza conservatrice, arrivata terza e composta da Nuova Slovenia (NSi), Partito Popolare (SLS) e Focus, la cui preferenza sarebbe per un governo di grande coalizione di centro-destra. Allo stesso tempo, i leader di Democratici e Verità, Logar e Stevanović, hanno indicato la lotta alla corruzione come una priorità fondamentale e quindi rifiutato di entrare in un governo guidato dal partito di Golob che includa la sinistra.
“Calma a cantar vittoria”, questo il senso del messaggio nemmeno troppo cifrato che il leader del centrodestra sloveno Janša, aveva inviato al francese Emmanuel Macron dopo che quest’ultimo, nei giorno scorsi, si era congratulato entusiasticamente per la “vittoria” del suo alleato Robert Golob, che ha perso il 6% nelle scorse elezioni ed il cui numero di parlamentari è tutt’altro che certo sia maggioritario rispetto a quelli della coalizione del centro destra. Dopo le elezioni generali del 22 marzo, da noi descritte su queste pagine, il Partito Democratico (SDS), di Janez Janša ha denunciato diffuse irregolarità nelle votazioni, annunciando che utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per contestare il risultato del voto. Rivolgendosi ai giornalisti martedì 24 marzo, due giorni dopo le elezioni, Janez Janša ha affermato che la Slovenia «non aveva mai visto tante irregolarità» come questa volta, denunciando irregolarità nel voto all'estero, la mancanza di schede elettorali nei seggi, liste elettorali obsolete e l’invio di avvisi elettorali a persone decedute da diversi anni.
Il leader dell'SDS, partito legato al PPE, ha inoltre espresso dubbi sul fatto che le urne fossero sufficientemente protette, sostenendo che il nastro adesivo protettivo, in molti casi conclamati, era stato applicato e rimosso più volte. Il risultato del voto anticipato inoltre si è stranamente e sostanzialmente discostato da quello delle votazioni di domenica, registrando un ampio favore verso il Movimento per la Libertà del Primo Ministro uscente Robert Golob. Secondo i risultati provvisori, con il 99,89% dei voti scrutinati, il Movimento per la Libertà di Golob ha ottenuto il 28,63% dei voti, pari a 29 seggi nell'Assemblea nazionale composta da 90 membri, sconfiggendo il partito di opposizione SDS, che ha ottenuto il 27,95% dei voti, pari a 28 seggi. I restanti seggi sono ripartiti tra il trio conservatore guidato dall’NSi (9 seggi), i Socialdemocratici (6 seggi), i Democratici formati dall’ex membro dell’SDS Anže Logar (6 seggi), l’alleanza Sinistra-Vesna (5 seggi) e il partito anti-establishment Verità (5 seggi).
Janša ha dichiarato di contestare il risultato elettorale nella sua interezza, scegliendo di presentare reclami alle singole commissioni elettorali locali. Il partito presenterà ricorso contro il risultato ottenuto in 24 seggi elettorali ritenuti illegali, in ultima istanza dinanzi alla commissione competente della nuova legislatura, mentre continua a cercare possibili vie legali per contestare l'intero processo di voto anticipato. In alcuni seggi elettorali nelle città rurali, in cui l’elettorato è tradizionalmente vicino ai partiti conservatori, durante le votazioni le schede erano finite e, mentre si attendevano nuove, gli elettori se n'erano andati, una «grave violazione del diritto di voto».
Addirittura sono emerse online immagini del furto di urne dai seggi elettorali, problemi sono stati verificati sui siti web della Commissione elettorale nazionale. Durante la conferenza stampa, Janša ha distribuito ai giornalisti un opuscolo che elencava specifiche pratiche di frode elettorale verificatesi e che, a suo dire, «vengono perpetrate principalmente attraverso la tecnologia elettorale nei paesi a lungo dominati dalla sinistra». Nel frattempo, la presidente Nataša Pirc Musar vuole stringere i tempi, visto che deve convocare la sessione inaugurale del nuovo parlamento entro 20 giorni dalle elezioni, intorno il 10 aprile. Il presidente avrà poi 30 giorni di tempo per nominare un candidato alla carica di primo ministro, avendo previa contezza della reale possibilità che possa avere una maggioranza di governo.
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