• RISARCIMENTI

Virginia e non solo. Vittime dell'eugenetica

Sterilizzati perché ritenuti "indegni" di riprodursi. Sembra una mentalità esclusiva della Germania ai tempi del nazismo. Ma negli Usa, per oltre mezzo secolo, la Virginia ha sterilizzato 7000 suoi cittadini. E solo ieri ha risarcito le vittime. Sono 33 gli stati americani che hanno praticato queste politiche, molto diffuse anche in Nord Europa. 

Propaganda eugenetica

Con una sentenza storica, nella sua sostanza, ma molto tardiva per i suoi effetti, lo stato della Virginia ha pienamente riconosciuto la sua colpa e ha deciso di risarcire (per quanto sia possibile) le vittime della sua passata politica eugenetica di sterilizzazioni forzate. Il risarcimento, che ha più valore morale che effettivo, a questo punto, è pari a 25mila dollari per ogni vittima, per un totale di 400mila dollari. “Non ho mai potuto avere una famiglia, come tutti gli altri. Hanno portato via i miei diritti” è stato il primo commento di una vittima ancora in vita di questa politica, Lewis Reynolds.

La politica eugenetica, dunque la sterilizzazione di tutti coloro che erano ritenuti “non degni di riprodursi” non è stata prerogativa del nazismo, anche se storicamente siamo portati a ricondurla al regime di Hitler. C’è chi ha preceduto i programmi dei nazionalsocialisti di selezione artificiale della “razza” e chi ha proseguito anche dopo la sconfitta della Germania. Il caso della Virginia è uno di questi. Lo stato del Sud degli Stati Uniti ha infatti effettuato circa 7000 suoi cittadini dal 1924 (dieci anni prima del nazismo) al 1979. E non è l’unico, né il più metodico nell’eseguire questa politica. Prima in assoluto, negli Usa, è e resta la California con circa 20.000 sterilizzazioni forzate dal 1909 (quando fu autorizzata nelle carceri) al 1963, quando il programma venne terminato. Una vittima di questa politica californiana, Charlie Follett, intervistato sei decenni dopo la sua operazione, rivela quanto arbitraria fosse questa procedura: stava prendendo il sole in un campo quando venne prelevato e portato in ospedale, senza una spiegazione, senza un perché. “Mi hanno prima iniettato alcune medicine, per addormentare i nervi. Poi ho sentito un ‘snip, snip’ ed era tutto finito”. Era una vasectomia. Da quel momento in poi Charlie era sterile, non avrebbe più potuto avere figli. In North Carolina, altro stato che ha praticato le sterilizzazioni forzate e recentemente ha deciso di compensare le sue vittime, un’altra donna, Deborah Blackmon venne sterilizzata quando aveva 14 anni.

Perché? Erano considerati “indegni” alla riproduzione tutti coloro che venivano considerati “mentalmente deboli”, una categoria estremamente arbitraria in cui potevano rientrare tutti i comportamenti non conformisti. In gran parte dei casi erano sterilizzati carcerati e ricoverati nei manicomi, persone in condizioni difficili come Charlie Follett i cui genitori erano alcolizzati, o come Deborah Blackmon, figlia di una famiglia povera. Le sentenze erano decise da una commissione burocratica. Non c’era processo, non c’era alcuna possibilità di difendersi, né di far valere le proprie ragioni. Fra gli sterilizzati si nota una sproporzione di donne (i due terzi dei casi) e di appartenenti a minoranze etniche, dunque afroamericani, nativi americani e latini. Il pregiudizio razziale era parte fondante del movimento eugenetico, era esplicito, partiva dalla convinzione che un nero avrebbe condotto una vita più dissoluta e incontrollabile rispetto a un bianco e avrebbe avuto una maggior propensione a far figli. Lo stesso discorso valeva per i latini: un quinto delle donne di Porto Rico, nei primi anni ’60, risultava già essere stato sterilizzato, nonostante la ferma opposizione della Chiesa locale. In tutto, sono stati 33 gli stati degli Usa, più Porto Rico, a praticare questa politica. E sempre in Nord America, anche il Canada è stato sia pioniere che assiduo esecutore della sua politica eugenetica.

Sono pochi gli stati, oltre alla Virginia e alla North Carolina, ad aver pienamente ammesso la propria colpa. La California, per esempio, non ha mai risarcito le sue numerosissime vittime e i loro familiari, anche se il governo ha espresso loro formalmente le sue scuse.

L’eugenetica non è un’esclusiva degli Usa, chiaramente, anche se il Nord America è fra i pionieri. In Europa il caso più clamoroso (oltre alla Germania nazista) resta quello della Svezia, dove si era venuta a creare una vera e propria rete di delatori, per segnalare alle autorità chi fosse indegno di riprodursi. Nella peggiore delle stime furono sterilizzate 62mila persone, su una popolazione, nella migliore 30mila, dal 1934 al 1975. Anche nella vicina Svizzera fu attivato un programma simile, che andò avanti fino agli anni 80.

I casi più noti di paesi in cui la politica eugenetica è ancora praticata in modo massiccio sono l’India e la Cina, lontano dall’Europa dunque. In Cina è la politica del figlio unico, ora solo parzialmente emendata, a causare milioni di sterilizzazioni forzate, aborti imposti dallo Stato e veri e propri infanticidi. In India la sterilizzazione è un obiettivo prioritario per i governi locali, che fissano quote di donne da sterilizzare, compensandole, persuadendole, o forzandole in un modo o nell’altro. Anche in India, l’aborto selettivo (delle femmine) è estremamente diffuso.

Ma attenzione a non sentirci ormai immunizzati dal fenomeno. L’eugenetica torna, sotto altre forme e con altri nomi. Torna col diffondersi della fecondazione artificiale, con le sempre maggiori possibilità di selezionare gli embrioni che si svilupperanno in uomini con caratteristiche desiderate. Torna con gli aborti che seguono le diagnosi pre-natali. E soprattutto con l’idea, molto diffusa fra le menti di Planned Parenthood e altre Ong per il controllo delle nascite, che l’aborto possa prevenire una vita disagiata in una famiglia povera. Kermit Gosnell, il medico finito in carcere per tre infanticidi, noto per i suoi aborti molto tardivi, lo diceva chiaramente: la sua era una “guerra alla povertà”, uccideva i futuri poveri prima che nascessero. Ai tempi dell’eugenetica, i poveri venivano sterilizzati. 

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