a cura di Riccardo Cascioli
  • Africa

Uneca e Oms delineano scenari apocalittici per il continente africano

 

Finora i 54 stati del continente africano hanno registrato meno di 20.000 casi di Covid-19, ma l’Oms il 17 aprile ha annunciato che nei prossimi tre-sei mesi i casi possono salire a 20 milioni fino ad arrivare a 122,8 milioni. La Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa, Uneca, calcola che l’epidemia ucciderà almeno 300.000 Africani e ne ridurrà 29 milioni in povertà estrema. Le prime stime governative dei danni economici causati dalla pandemia però non confermano un quadro così allarmante. Il Ghana, ad esempio, ipotizza per il 2020 una crescita del Pil di circa l’1,5 per cento: molto meno del 5 per cento previsto dal Fondo monetario internazionale, ma pur sempre un tasso positivo. La Costa d’Avorio prospetta una crescita del Pil dimezzata rispetto alle previsioni: intorno al 3,6 per cento mentre era stata stimata del 7,2 per cento. Per un confronto, Goldman Sachs prevede nel 2020 un tasso di crescita negativo per l’area euro: meno 9 per cento, con una oscillazione tra meno 6 e meno 16. Per l’Italia, ad esempio, indica un meno 11,6 per cento, per la Francia meno 7,4, per la Germania meno 8,9 e per la Spagna meno 9,7. L’Uneca appoggia i governi africani che chiedono la cancellazione dei debiti esteri o almeno la sospensione del pagamento del servizio sul debito. Calcola che il continente ha bisogno subito di 100 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza e di altri 100 miliardi in incentivi. Nel caso di totale assenza di interventi finanziari, uno studio calcola 1,2 miliardi di africani contagiati, quindi la quasi totalità, e 3,3 milioni di morti entro la fine dell’anno. Bisognerebbe sapere su che basi sono state elaborate le proiezioni. A chi chiedere i finanziamenti è evidente: come sempre, ai paesi ricchi per almeno una parte dei quali si prevedono però tassi di crescita pesantemente negativi e quindi i primi che dovrebbero ricevere aiuto.