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Una uoma incinto

Reuben Sharpe conosce Jamie, che è donna ma che non si identifica in nessun sesso particolare, in un pub e diventano una coppia. Reuben è una donna che vuole diventare un uomo e quindi si sottopone a terapie ormonali. Le due lei però vogliono un bambino. Allora con l’aiuto di un altro transessuale che fornisce lo sperma Reuben riesce a rimanere incinta, dopo però un ciclo fallimentare di fecondazione artificiale, che quindi ha comportato la morte di un numero imprecisato di bambini.

La neo mamma dichiara: «Ci sono voluti sei anni per arrivare così lontano, ma ora abbiamo un figlio in braccio e quello era l’obiettivo finale. Finalmente mi sento completo. Volevo un bambino e avevo la possibilità di farlo, e ci siamo riusciti. Entrambe le nostre famiglie adorano i bambini. Siamo davvero al settimo cielo tutti, anche i miei nipoti».

In questa storia c’è la sintesi perfetta del caos della teoria del gender: una coppia lesbica, una lei che non si sente né maschio né femmina, l’altra che si crede un maschio ma non tanto da rinunciare alla maternità vissuta però come se fosse un uomo, il ricorso alla fecondazione artificiale, l’aiuto per avere un bebè da parte di un uomo che si crede una femmina. Manca qualcosa?

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