Una nuova diocesi in Bangladesh
È stata istituita a marzo e adesso ha il suo vescovo, ordinato il 5 giugno con una cerimonia alla quale hanno partecipato sacerdoti, religiosi e migliaia di fedeli
Il 25 marzo la Santa Sede ha istituito una diocesi in Bangladesh, nel nord, nel distretto remoto e povero di Joypurhat. Il 5 giugno nella chiesa di Benededwar, a Naogaon, si è svolta l’ordinazione episcopale di monsignor Paul Gomes, il suo primo vescovo. L’ordinazione è stata conferita da monsignor Gervaz Rozario di Rajshahi, vicepresidente della Conferenza episcopale cattolica del Bangladesh. Alla solenne liturgia hanno partecipato clero, religiosi e migliaia di fedeli, consapevoli ed emozionati di presenziare a un momento storico per la vita cattolica nel nord est del paese. Monsignor Rozario nella sua omelia ha ricordato che la Chiesa nella nuova diocesi è agli albori: “non ha una residenza vescovile – ha detto – né una cattedrale, ma avete un tempio vivente, i devoti di Dio e la grazie di Dio”. Monsignor Rozario ha poi raccomandato al nuovo vescovo di costruire la Chiesa nella sua diocesi “non tanto attraverso le strutture quanto attraverso le relazioni” e di “edificarle a immagine di Cristo”. Lo ha inoltre esortato a guadagnarsi la fiducia della gente attraverso la vicinanza e il servizio. La diocesi è di piccole dimensioni, conta circa 24.485 fedeli, assistiti da 15 sacerdoti, 18 suore e 28 seminaristi distribuiti in 13 parrocchie. Le popolazioni indigene costituiscono la maggioranza degli abitanti della regione, molti dei quali non hanno familiarità con il cristianesimo. Come nel resto del paese, che è musulmano, la Chiesa è impegnata nell’ambito dell’istruzione e nell’assistenza sanitaria. Gestisce 14 istituti scolastici e tre dispensari. Monsignor Gomes ha detto di voler intensificare la missione sociale della Chiesa e ha indicato istruzione, assistenza sanitaria e sviluppo umano come suoi ambiti essenziali di impegno. Intervistato dall’agenzia di stampa AsiaNews, ha detto che le fondamenta della sua diocesi devono essere “ben strutturate e solide fin dall’inizio”, che le sue priorità sono l’evangelizzazione, la formazione alla fede e una vita sacramentale regolare. Durante la cerimonia le autorità religiose hanno ricordato le radici storiche della presenza della Chiesa nel distretto e in particolare l’eredità del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) che per primo vi ha portato il Vangelo a partire dal 29 gennaio 1902, quando padre Francesco Rocca iniziò l’evangelizzazione tra le comunità Adivasi. “La diocesi di Joypurhat – ha detto padre Dilip S.Costa, sacerdote anziano di Rajshahi – è il frutto del sacrificio e delle fatiche dei missionari e dei predicatori cattolici locali” nel corso di decenni e in condizioni spesso difficili.

