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New Hampshire

Una legge dalla parte dei genitori

Il New Hampshire ha varato una legge che obbliga i dipendenti dei distretti scolastici a rivelare ai genitori il “sesso” scelto dal figlio a scuola, ossia il nome alias.

Gender Watch 26_08_2026

Nel New Hampshire venne varata a giugno una legge potrebbe obbligare le aziende a dividere i bagni e gli spogliatoi per sesso. Quando il buon senso ha bisogno della legge perché diventi senso comune.

Un’altra legge del New Hampshire che certifica l’ovvio è la seguente. La governatrice dello Stato, Kelly Ayotte, ha varato una legge che obbliga i dipendenti dei distretti scolastici a rivelare ai genitori il “sesso” scelto dal figlio a scuola, ossia il nome alias, quindi un nome fittizio, una sorta di maschera per occultare il proprio autentico Io. Questa legge si pone per fortuna in antitesi con una sentenza del 2024 della Corte Suprema del New Hampshire che invece era di segno opposto.

Ovviamente la comunità LGBT è insorta. Ma i genitori non sono i primi soggetti deputati all’educazione dei figli? Perché limitare il loro diritto di educare i figli e quindi perché tenere nascosto un dato così rilevante, ossia che il figlio si sente erroneamente di vivere in un corpo sbagliato? Gli attivisti arcobaleno fanno appello alla libertà del figlio, ma quale maturità può supportare una decisione così rilevante in un ragazzo adolescente se non pre-adolescente? E poi non nascondiamoci dietro una foglia di fico: la libertà personale è solo un pretesto. Quando si vuole promuovere l’ideologia LGBT ogni scusa è buona. Se gli attivisti LGBT sono così sensibili alla libertà perché sono contro la libertà di cura e la libertà di essere curati quando si parla di soggetti che vogliono uscire dalla propria condizione di transessuali e omosessuali? Vedasi a questo proposito le numerose leggi che stanno spuntando in giro per il mondo per vietare le cosiddetta terapie di conversione.