a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan

Una donna cristiana è stata uccisa dall’ex fidanzato musulmano che aveva rifiutato di sposare

Saima Sardar, una infermiera cristiana di 30 anni, è stata uccisa il 10 luglio a Faisalabad, Pakistan, da Muhammad Waseem, un uomo musulmano con cui era stata fidanzata, ma che aveva lasciato da tempo anche su consiglio della sua famiglia che non vedeva di buon occhio l’unione. Saima si era poi fidanzata con un giovane cristiano con cui avrebbe dovuto sposarsi il prossimo novembre. I genitori di Saima raccontano che quando Muhammad ha saputo delle prossime nozze l’ha cercata, le ha chiesto di convertirsi all’Islam e di sposarlo. Lei ha rifiutato. Indispettito l’ex fidanzato ha incominciato a perseguitarla, minacciandola di morte. Per questo Saima aveva chiesto alle guardie che presidiano l’ospedale in cui lavorava, il Social Security Hospital, di non consentirgli di entrare. Purtroppo però, il 10 luglio l’uomo è riuscito a introdursi nell’edificio, l’ha trovata e l’ha uccisa a colpi di pistola. Al sopraggiungere di alcuni colleghi di Saima si è tolto la vita.  Intervistato dall’agenzia AsiaNews, Naveed Walter, presidente dell’organizzazione non governativa Human Rights Focus Pakistan, ha detto: ““Convertirsi a un’altra religione o sposare qualcuno è una scelta personale. Purtroppo nella società pakistana i ragazzi musulmani cui piacciono le ragazze delle minoranze pensano che esse debbano obbedire loro e che la loro offerta non possa essere rifiutata”. Secondo Walter ci vuole una legge che punisca severamente le violenze contro le donne e i matrimoni forzati.