• Isola d’Elba

«Una classe in cui nessuno si sente escluso»

«Una classe in cui nessuno si sente escluso» è una iniziativa per la «comunità educante» dell’Isola d’Elba organizzato dal blog «Percorsi con i bambini» che si terrà via web il prossimo 13 marzo.

Leggiamo sul sito del blog: «Orientamenti affettivi e sessuali, identità di genere ed espressione di sé: strumenti di conoscenza, ma anche strumenti operativi. È questo il tema del n️uovo appuntamento online rivolto ai genitori, agli educatori e agli insegnanti dell’isola d’Elba, che si terrà il 13 marzo alle 17. A condurlo ci saranno Rita Rabuzzi di Agedo [Associazione Genitori di Omosessuali] Toscana Livorno e Maria Frangioni, psicoterapeuta di PerFormat Salute Isola d’Elba, associazioni che sono partner del progetto L’isola che c’è.

L’incontro, rivolto agli adulti, intende promuovere una cultura inclusiva e di contrasto alle discriminazioni. E’ pensato per il personale della scuola, del mondo dello sport e più in generale vuole parlare alla comunità educante. Questi contesti rappresentano un terreno fertile per promuovere lo sviluppo emotivo relazionale, socio-affettivo e le capacità empatiche, fondamentali per contrastare i sempre più frequenti fenomeni di discriminazione e violenza, fisica e psicologica, come nel caso del bullismo e del cyberbullismo omotransfobico.

Per intervenire sul contrasto alle discriminazioni e alla violenza, durante il webinar gratuito saranno forniti strumenti di conoscenza delle tematiche degli orientamenti affettivi e sessuali, delle identità di genere e dell’espressione di sé, veicolando un atteggiamento di autentica apertura e accoglienza

L’obiettivo prioritario è quello della diffusione di una cultura di rispetto della soggettività, promuovendo un’informazione corretta con riferimento specifico alle tematiche riguardanti le aree descritte, per promuovere un clima inclusivo teso alla valorizzazione delle differenze e della diversità come caratteristiche fondanti l’unicità della persona».

Si tratta della ennesima iniziativa che vuole diffondere il credo gender con la scusa della lotta alle discriminazioni. Se l’intento fosse realmente quest’utlimo perché non vengono mai invitati relatori cristiani, dato che i cristiani sono il gruppo sociale più discriminato al mondo?