a cura di Benedetta Frigerio
  • Induismo

Un Pastore e due famiglie cristiane attaccate dagli integralisti indù nell’Uttar Pradesh

Dei nazionalisti indù il 2 luglio hanno aggredito e umiliato Vikas Gupta, un giovane Pastore di un villaggio dell’Uttar Pradesh, India. Secondo quanto riferito ad AsiaNews da Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, il Pastore è stato trascinato in un tempio indù, costretto a inchinarsi davanti a un idolo e poi a sfilare nel mercato del villaggio.  Quindi il 3 e il 4 luglio decine di persone hanno fatto irruzione in casa sua, che è anche un luogo di preghiera. Gli aggressori hanno saccheggiato l’abitazione, rotto finestre e porte e abbattuto dei muri. Inoltre hanno ingiunto alla famiglia di Vikas e ad altre due famiglie cristiane di lasciare il villaggio e le hanno minacciate dicendo che se non obbediranno le donne saranno violentate, gli uomini uccisi e le loro case incendiate. Impauriti, i cristiani si sono rivolti alla polizia che ha arrestato cinque persone. Ma quando la notizia dell’arresto si è sparsa, una folla di un centinaio di persone guidata dal capo del villaggio si è radunata all’esterno della stazione di polizia e ha chiesto che due delle persone arrestate fossero rilasciate minacciando la polizia stessa di serie conseguenze in caso contrario. Le due famiglie cristiane si sono rifugiate nella stazione di polizia che poi le ha trasferite in un luogo sconosciuto per proteggerle da ulteriori attacchi. Sajan K George sostiene che in diversi distretti dell’Uttar Pradesh è in atto una propaganda ingannevole che cerca di isolare i cristiani e suscitare diffidenza nei loro confronti. Sempre più le piccole chiese come quella del Pastore Vikas vengono chiuse.