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Giornata internazionale dell’infermiere

Un omaggio alle infermiere cristiane del Pakistan

In occasione della Giornata internazionale dell’infermiere un gruppo di infermiere e ostetriche sono state festeggiate dalla loro parrocchia a Faisalabad

Sono discriminate sul lavoro a causa della loro fede, non ricevono stipendi adeguati specialmente nelle strutture private e questo benché lavorino più di tutto il resto del personale. È questa la condizione delle infermiere cristiane in Pakistan. Ma domenica 12 maggio nel quartiere di Madina Town a Faisalabad alcune di loro sono state al centro di una celebrazione organizzata in occasione della  Giornata internazionale dell’infermiere che ricorre ogni anno il 12 maggio, giorno in cui nel 1820 è nata di Florence Nightingale. Durante l’evento, al quale hanno partecipato una sessantina di persone tra operatori sanitari, studenti e famigliari, 16 infermiere e 25 ostetriche hanno ricevuto in dono mazzi di fiori e sono state benedette da padre Khalid Rashid Asi, il parroco di Madina Town, che ha unto le loro mani e si è congratulato per il modo in cui svolgono il loro lavoro, “come angeli” ha detto. In particolare padre Asi ha ricordato che durante la pandemia di Covid-19, mentre tutti erano confinati in casa, loro hanno continuato a prestare servizio. Il parroco, però, ha colto l’occasione dei festeggiamenti anche per ricordare quanti ostacoli le infermiere cristiane incontrano in Pakistan. “Abbiamo alzato la voce per i loro diritti e perché siano loro riconosciuti stipendi equi – ha detto – sono molestate sul posto di lavoro, devono sopportare parole dure da parte delle famiglie e degli anziani, ma continuano a lavorare per la nostra guarigione. Il governo dovrebbe prestare maggiore attenzione a loro”. Ostilità e maltrattamenti – ha sottolineato l’agenzia di stampa AsiaNews che ha riportato la notizia – sono specchio del clima di insofferenza verso le minoranze cristiane, in particolare nei confronti delle donne. Il Pakistan è uno dei 17 Stati che l’USCIRF (United States Commission International Religion Freedom) ha indicato al Dipartimento di Stato Usa come più preoccupanti per le violazioni della libertà religiosa che vi si commettono ed è settimo, tra i paesi in cui la persecuzione contro i cristiani è estrema, nella World Watch List 2024 dei 50 stati in cui per i cristiani è più difficile vivere redatta dalla onlus Open Doors. Ha preso la parola anche suor Alvina, francescana, da 30 anni alla guida del dispensario medico della parrocchia, che svolge servizio gratuito per le persone povere della diocesi cattolica di Faisalabad: “incoraggio le infermiere cristiane in questa giornata – ha detto – so che sono meno privilegiate e che molte volte sono scoraggiate dai loro superiori negli ospedali. Sono molto grata a questa parrocchia per aver organizzato un evento così bello. Tutte le parrocchie dovrebbero organizzare eventi simili”. Una delle infermiere festeggiate, Nusrat Bibi, ha commentato: “sono in servizio come infermiera da 25 anni, ma non sono mai stata trattata così prima d’ora. Vi assicuro che continuerò a servire il popolo di Dio con zelo perché pensiamo che Lui ci abbia assegnato questo ruolo e ci abbia messo al servizio della gente”.