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L'infermiera e il trans

Un "Mr" di troppo e scatta la sanzione

A Londra un'infermiera si rivolge ad un transessuale con "Mr" e lui la insulta. L'infermiera viene prima demansionata e poi reintegrata.

Gender Watch 28_01_2026

Jennifer Melle (nella foto) è una 40enne infermiera londinese di origine ugandese. Nel maggio del 2024 un detenuto transessuale viene trasferito dal carcere all’ospedale dove lavora la Melle per ricevere cure. Quest’ultima si rivolge gentilmente a lui usando l’apposizione “Mr”. Lui di rimando la insulta facendo riferimento al fatto che lei è una persona di colore. Ne nasce un polverone all’interno dell’ospedale. L’infermiera si difende dicendo che non poteva andare contro le sue convinzioni religiose.

Gli avvocati del Servizio Sanitario Nazionale bollano queste sue convinzioni come «non degne di rispetto in una società democratica». Di contro la Melle dichiarò di essere stata «vittima di abusi, molestie, bullismo e discriminazione razziale da parte delle istituzioni. Da quando ho espresso le mie convinzioni cristiane sotto forti pressioni sono stata una donna marchiata. Non mi sento supportata dai miei colleghi, né dal Servizio Sanitario Nazionale, a seguito degli abusi razziali e delle minacce di violenza fisica che ho ricevuto dal paziente».

I superiori l’hanno allora demansionata per «non aver rispettato l'identità preferita del paziente». Dopo corsi e ricorsi disciplinari, una riunione disciplinare interna presso l'Epsom and St Helier NHS Trust l’ha finalmente reintegrata. Una vera e propria odissea solo per aver chiamato le cose con il loro nome.