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Un fumetto "storico" racconta il vero don Bosco

ReNoir pubblica per la prima volta in italiano una pietra miliare del fumetto: il Don Bosco di Jijé, il fumetto "religioso" più letto al mondo: 200mila copie finora. Una biografia "laica" che privilegia i tratti risoluti del Santo, senza trascurare gli aspetti spirituali.

copertina fumetto Don Bosco

Le milanesi edizioni ReNoir, dopo la fortunata serie a fumetti su Don Camillo, pubblicano per la prima volta in italiano una pietra miliare della storia del fumetto: il Don Bosco di Jijé. Si tratta del fumetto di argomento religioso più letto al mondo: 200mila copie, finora. Tradotto in quasi tutte le lingue, mancava l’italiano e ora c’è. Dice Massimo Introvigne nella quarta di copertina che si tratta probabilmente del «fumetto religioso più venduto di tutti i tempi». Risale agli anni Quaranta ed è considerato un classico. E’ opera del disegnatore e soggettista belga Joseph Gillain, in arte Jijé, ed esce da quella mitica scuola franco-belga che ha creato capolavori come Tintin, Spirou e Asterix.

Il volume, cartonato, contiene anche la storia dell’autore e del fumetto in questione, ed è corredato da note erudite e bibliografia. Grazie ai tempi in cui venne ideato, è veramente politicamente scorretto. Le biografie più recenti, infatti (graphic novels comprese), sono piuttosto restie a rivelare chi c’era dietro agli attentati (numerosi e reiterati) alla vita di Don Bosco. Jijé non ebbe alcuno scrupolo nel raccontarlo. La pubblicazione a puntate del fumetto su Don Bosco cominciò nell’aprile 1941 sul settimanale belga Spirou, delle edizioni Dupuis. Il successo fu immediato. La monumentale biografia in 99 tavole era «uno dei primi fumetti realistici disegnati in Europa», in un contesto dominato da strisce umoristiche e, «soprattutto in Belgio, dalla seria semirealistica Tintin» del grande cartoonist cattolico Hergé (così scrive Roberto Alessandrini nella Postfazione, annotata, all’edizione italiana).

L’amplissima diffusione in tutto il mondo determinò Jijè a compiere un viaggio in Italia nei primi anni Cinquanta per visitare i luoghi di Don Bosco. Ne scaturì una seconda versione, ampliata a 106 tavole e ridisegnata, del fumetto. Quali le ragioni del clamoroso successo del lavoro di Jijé? A nostro avviso, queste: si tratta di una biografia “laica” che privilegia i tratti risoluti e virili del Santo. Non trascura gli aspetti mistici e spirituali, nemmeno i numerosi miracoli, che anzi elenca puntigliosamente. Ma racconta in modo chiaro i tempi politici nei quali Don Bosco visse e operò, i suoi incontri-scontri con Rattazzi, Cavour, i massoni e i valdesi, le randellate che distribuiva per difendersi dalle aggressioni, i colpi d’arma da fuoco di cui fu bersaglio. Alcuni episodi sembrano proprio di taglio western: un sicario prezzolato si fa ricevere con la scusa di consegnare una lettera; Don Bosco lo fa entrare ma in qualche modo intuisce l’inganno; sfruttando la sua abilità di vecchio prestidigitatore sfila la pistola al malintenzionato e gliela punta contro mentre quello si fruga in tasca per estrarre la “lettera”; «Cercavate questa?».

Insomma, il vero san Giovanni Bosco, non il solito santino infilzato, il “prete di frontiera” che raccoglie i drop-out delle periferie (come appare nelle fiction televisive odierne) e svacca contro la Chiesa, ma il più potente dei santi sociali dell’Ottocento, fedelissimo all’ortodossia e al Papa, impavido nel minacciare dei castighi di Dio perfino il Re. La biografia per immagini di Jijé ricostruisce in modo asciutto e accattivante tutto questo, tanto che gli stessi salesiani dovettero testimoniare che la sua lettura aveva prodotto non poche vocazioni tra i giovani. Il Don Bosco di Jijé ci ricorda anche che i cattolici furono i primissimi in Europa a comprendere le potenzialità del fumetto per la diffusione di idee e messaggi, tanto che i più grandi maestri di quest’arte, da Goscinny & Uderzo al creatore dei Puffi (passando per tutti gli altri, anche italiani), si sono formati su riviste dirette da preti o da laici da Azione cattolica. E, allora, sui nostrani Giornalino e Vittorioso ci trovavi le avventure dei crociati, non ritriti luoghi comuni buonisti, ecologici o animalisti.

-Jijé, Don Bosco, ed. ReNoir/NonaArte, pp. 120, €. 16,90