• LETTERE IN REDAZIONE

Uccidere il tiranno è lecito?

E' lecito cercare l'eliminazione di un leader o un capo politico da parte di uno stato in guerra? Risponde Giacomo Samek Lodovici...


Caro direttore,

complimenti per il giornale online! Molti gli ottimi articoli riportati e le analisi svolte.
Mi è piaciuto in particolare l'articolo di Giacomo Samek Lodovici: "Tortura ok per catturare Bin Laden?". Molto interessante la frase in cui si dice che “assassinare (che è diverso da uccidere per legittima difesa o in guerra) è sempre un atto malvagio”. Una domanda, forse ingenua: ma è lecito cercare in primis l'eliminazione di un leader, di un capo politico o di un semplice combattente (il che mi pare assimilabile ad un assassinio) da parte di uno stato che si dice in guerra? Penso ai casi non solo di Bin Laden, ma anche di Gheddafi o dei vari assassinii mirati di esponenti palestinesi da parte di uno stato nazionale.
Non sono forse questi dei tentativi di sottrarsi alle proprie responsabilità etiche usando in modo inappropriato dei termini del discorso etico?
Cesare Scolari

Risponde Giacomo Samek Lodovici


Gentile signor Scolari,
la questione che lei pone è molto complessa e controversa e le scrivo solo qualche pensiero schematico. Diversi autori la discutono e non ritengo affatto di saperla risolvere del tutto.

Per l’etica cattolica non sono assassinii tutte le uccisioni di uomo, bensì è assassinio l’uccisione di uomo:
 
1. non aggressore: se uccido un uomo (che sia un civile o un soldato non fa differenza) difendendomi da lui uccido appunto un aggressore per legittima difesa (naturalmente la reazione dev'essere proporzionata);
 
2. non combattente: se uccido un soldato nemico che non mi aggredisce non compio un assassinio.
Tuttavia credo (ma su questo punto non sono molto sicuro) che l'uccisione di un soldato sia giustificata solo se la guerra che sto combattendo è giusta (sui requisiti della guerra giusta cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2309);
 
3. innocente: se lo Stato uccide un uomo come giusta applicazione della pena di morte uccide un colpevole (per san Tommaso «L'uccisione di un uomo [...] può essere ordinata sia all'esecuzione della giustizia [pena di morte] sia all'appagamento dell'ira [vendetta]. […] nel primo caso si avrà un atto di virtù, e nel secondo un atto peccaminoso», Somma teologica,  I-II, q. 1, a. 3, ad 3); ma oggigiorno in Occidente non c’è più alcun motivo per applicare la pena di morte, cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2267).


Se uccido Bin Laden o Hitler bisogna distinguere vari casi.
Se li uccido quando potrei catturarli e renderli inoffensivi il mio atto è un assassinio ed è ingiusto, sebbene abbia molte attenuanti.
Se li uccido perché stanno sfuggendo alla cattura e, perciò continueranno a seminare morte, l'uccisione è per legittima difesa.


So di aver risposto in modo non esauriente.
La ringrazio per l’attenzione, cordialmente
Giacomo Samek Lodovici