a cura di Anna Bono
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Turkmenistan, 500 cattolici tra 5 milioni di musulmani

 

Il Turkmenistan, paese a maggioranza islamica sunnita, ufficialmente esclude che si perseguitino le minoranze religiose. Tuttavia stanno diventando insistenti le pressioni ad allinearsi alla religione musulmana e a rispettarne le regole come astenersi dall’alcol e farsi crescere la barba. Nella provincia meridionale di Mari inoltre è in corso una campagna di opposizione alla diffusione di religioni diverse da quella musulmana. Dal 1° agosto l’amministrazione provinciale e la direzione regionale del ministero per la sicurezza nazionale hanno convocato i rappresentanti del clero islamico e il personale addetto al servizio delle moschee a una serie di riunioni intese a dotarli di argomenti e mezzi per sostenere la preferenza dell’Islam tra la popolazione e invitarli a non entrare in contatto con altre religioni. I cristiani in Turkmenistan sono circa il 6,4 per cento su una popolazione di poco più di 5,6 milioni. I cattolici sono circa 500. La missione cattolica – AsiaNews informa – “è affidata agli Oblati di Maria Immacolata che celebrano nella cappellina della nunziatura (attualmente vacante) dove il superiore della Missio sui juris, il polacco padre Andrzei Madej, celebra in russo, inglese e polacco, non cercando in alcun modo di sottrarre fedeli ai musulmani”. Il problema nel paese tuttavia non è che tanto che dei musulmani siano indotti a convertirsi al Cristianesimo, bensì la secolarizzazione.”Se andiamo avanti così – spiegano i relatori degli incontri organizzati nella provincia di Mari – di musulmani non ne resterà nessuno, tra i giovani non c’è alcun interesse alla religione”. Il clero musulmano – spiega ancora AsiaNews – deve svolgere una predicazione più intensa e aggressiva, che si rivolga “soprattutto alle donne affinché si astengano dai vestiti attillati e dall’uso di cosmetici, le prescrizioni diventate imprescindibili dall’inizio del mandato del presidente Serdar. Anche i maschi devono mostrare saggezza e discrezione, evitando di usare gli shorts anche nei periodi più caldi”.

Occorre poi moltiplicare gli sforzi per far sì che i giovani rispettino almeno i cinque pilastri dell’Islam. Bisogna, dicono le autorità religiose islamiche, convincerli “a partecipare almeno alle cerimonie principali, e in generale a visitare con più frequenza le moschee e le scuole islamiche, a cercare la consolazione del pellegrinaggio, a recitare le preghiere quotidiane e rispettare i digiuni, fare l’elemosina e osservare tutte le altre prescrizioni”.