Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Rita da Cascia a cura di Ermes Dovico
SCHEGGE DI VANGELO

Troverà ancora fede!

«Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Luca 18,1-8

Schegge di vangelo 20_10_2013

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Luca 18,1-8

Abbiamo mai provato a pregare veramente? A stare di fronte a Cristo, a chiamarlo per nome come Lui chiama noi? E’ un’esperienza inimmaginabile e quasi incomprensibile. Noi e Lui insieme, a tu per tu! Non ci si abituerà mai, non lo avremmo mai sperato, eppure Cristo è venuto ed è così vicino da farci compagnia ogni giorno, per strada e in casa. Possiamo dunque insistere come la vedova, come un figlio, come un innamorato, fino ad ottenere quello che domandiamo. Certamente il Signore ci ‘farà giustizia’, cioè si muoverà in favore di ogni nostro bene. Ma ormai la questione pende tutta dalla parte nostra: la nostra fede sarà capace di tenuta, senza venir meno? Uomini e donne che hanno dedicato e dedicano tutta la vita a Cristo nella clausura della preghiera e del silenzio, ci testimoniano una fedeltà possibile, oltre le difficoltà e le contestazioni che ci circondano, oltre le delusioni che ci affossano e le pesantezze che ci bloccano. C’è una garanzia affinché il Signore, quando verrà sulla terra, possa trovare ancora la fede: che la fede si diffonda, da noi ai figli, agli allievi, agli amici, ai compagni di strada, ai colleghi e a ciascuna delle persone che incontriamo. Non sarà automatico il passaggio, ma tutti possano vedere nei nostri occhi e nelle nostre scelte che ci fidiamo di Dio, ci attacchiamo a Gesù, affidàti alla grazia del suo Santo Spirito.