• SEGNALI DAGLI USA

Toh, anche ai liberal piace la famiglia naturale

Uno studio di Wendy Wang e Bradford Wilcox mostra un’inattesa tenuta della famiglia naturale proprio nello Stato simbolo dell’ideologia liberal mondiale: la California. E nel frattempo tre intellettuali di sinistra firmano un manifesto in cui scrivono che il matrimonio, per tutta la società statunitense, è fondamentale. Perché «rafforza i legami sociali» e «produce ricchezza».

Le apparenze ingannano, si sente spesso dire: ed è vero, anzi risaputo. Meno scontato è tuttavia che ciò riguardi l’ideologia progressista e il suo insospettabile legame con i valori conservatori, a partire dal più emblematico in assoluto: quello della famiglia. Eppure è esattamente questo lo scenario dinnanzi a cui si son trovati Wendy Wang e W. Bradford Wilcox, due studiosi dell’Institute for Family Studies, i quali, con loro stessa sorpresa, si sono imbattuti in un’inattesa tenuta della famiglia naturale - quella, cioè, composta da un uomo e una donna sposati - là dove meno uno se lo aspetterebbe, in California, patria di Hollywood, della Silicon Valley e dell’ideologia liberal mondiale.

Wang e Wilcox - autori di un report significativamente intitolato «Lo Stato della contraddizione: cultura familiare progressista, struttura familiare tradizionale in California» - hanno in buona sostanza scoperto che in terra californiana il 67% dei genitori è regolarmente sposato contro una media statunitense del 63%; allo stesso modo, da quelle parti il 65% dei bambini di età compresa tra 0 e 17 anni risiede con i genitori sposati e biologici, rispetto al 62% dei giovani degli Stati Uniti. Non solo. I due studiosi hanno voluto effettuare un’indagine ancora più accurata, esaminando nel dettaglio la diffusione familiare nelle singole aree.

Così, a partire da un set di dati dell’università di Harvard riguardanti un arco temporale compreso da il 2012 e il 2016, si sono messi a esaminare i quartieri popolosi dello Stato californiano - quelli, cioè, con almeno 250 bambini - e ne hanno trovati 40 con un tasso, parole loro, «incredibilmente basso» (pari allo 0%), di genitori single. Curiosamente, questi e altri quartieri con molte famiglie unite presentano caratteristiche comuni: sono popolati, perlopiù, da bianchi benestanti e altamente istruiti.

A fare la differenza, sembra essere soprattutto il fattore istruzione: circa il 46% dei giovani adulti residenti in questi quartieri vanta almeno una laurea, distanziando di molti punti percentuali la media degli adulti californiani (31%). Poi c’è chiaramente anche un fattore economico, visto che il tasso di povertà di questi quartieri è davvero basso. Ma, lo si ripete, a colpire Wang e Wilcox è stata soprattutto l’istruzione. Infatti, per quanto i californiani siano liberal e permissivi, quelli più istruiti sembrano, rispetto agli altri, tenere in prioritaria considerazione il valore di una famiglia unita. Basti qui ricordare che da quelle parti, se circa il 60% di chi non ha una laurea comunque ritiene «molto importante» sposarsi prima di avere dei figli, tra i più istruiti tale convincimento è più elevato di dieci punti.

Poi, chiaramente né i soldi né l’istruzione - e il report dell’Institute for Family Studies lo sottolinea bene - bastano ad avere a cuore la famiglia, nel senso che un benestante istruito che non la ritenga importante molto probabilmente non si sposerà mai. Ma certo i dati di questa ricerca, che qui abbiamo solo in minima parte riportato, sono oggettivamente sorprendenti; e arrivano oltretutto in una fase in cui proprio in casa progressista, negli Usa, è in atto un ripensamento dell’importanza del matrimonio.

Basti qui ricordare che David Blankenhorn, William Galston e Jonathan Rauch, tre intellettuali di sinistra, sono arrivati a firmare un “Manifesto pro matrimonio” sulla rivista Washington Monthly, in cui affermano che, per la nazione nel suo insieme, il matrimonio è fondamentale. «Crea famiglia e rafforza i legami sociali», hanno scritto i tre, per poi aggiungere: «È un’istituzione che produce ricchezza. Il matrimonio funziona chiaramente come fonte di felicità e benefici per i bambini». Chi l’avrebbe mai detto: proprio da Stati e ambienti che da decenni tessono le lodi del divorzio, delle nuove unioni e dell’edonismo, la cara vecchia famiglia è oggetto di una profonda riscoperta. Il che è senz’altro positivo, anche se alimenta un dilemma amaro: non sarebbe stato meglio pensarci prima?