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«Tieni lontano l'epidemia», “l'Italia dei vescovi” che si affida

Tre vescovi chiedono preghiere per scongiurare il Coronavirus dal Paese. Ecco le loro preghiere/appello. 

In occasione del dilagare in Italia del Coronavirus, alcuni vescovi italiani stanno invitando i propri fedeli a vivere queste ore senza angoscia, ma confidando nel Signore chiedendo a Lui di preservare le proprie comunità dall’epidemia. È la voce della Chiesa che ancora una volta si affida a Dio per scongiurare la diffusione pandemica di una pestilenza.

Ecco che cosa dicono:

«Nella preoccupante situazione di una epidemia che è giunta ormai anche da noi, tutte le prevenzioni e i mezzi umani di contenimento e di cura sono indispensabili, ma il cristiano non può dimenticare che la visione delle cose, illuminata dalla sua fede, esige anche l’implorazione dell’aiuto di Dio attraverso l’intercessione della S. Vergine e dei Santi “ausiliatori”, come sempre la Chiesa ha fatto ed ha insegnato a fare. Tutti i possibili mezzi umani devono essere messi in atto, ma senza dimenticare che l’impostazione del cristiano, in questa come in altre circostanze della vita, è quella sinteticamente espressa da un’espressione semplice e profonda: “Con le nostre mani e con la tua forza, Signore”».
Edoardo Cerrato, vescovo di Ivrea

«Il credente vive una profonda relazione con Dio, che innanzitutto è appartenenza a Lui nella grazia della salvezza e nella generosa risposta di una vita buona nella fede. Manifestazione singolare di tale relazione è la preghiera, che si esprime in una molteplicità di registri come la lode, il ringraziamento, l’adorazione, il pentimento e la supplica. Tutti questi atteggiamenti evidenziano e incrementano la convinzione del fedele che la vita sia “nelle mani di Dio”. La Chiesa ha sempre insegnato a cercare il soccorso di Dio nelle necessità, per se stessi e per gli altri. Anche questa circostanza della diffusione del Coronavirus, che, per diverse ragioni (novità, virulenza, diffusione e incertezza), sta restituendo la sensazione che, nonostante gli enormi progressi della scienza e della medicina, l’uomo viva sempre una costitutiva esposizione al pericolo in ragione della sua tipica fragilità e non autosufficienza, può e deve condurre i cuori a rivolgersi al Signore per chiedere la sua protezione, la guarigione dei malati e la preservazione delle diverse comunità umane coinvolte».
Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-Sanremo

«Lunedì 24 febbraio alle ore 18 invito i reggiani alla recita del Santo Rosario nella Basilica della Ghiara. Pregheremo per il popolo cinese, colpito dal coronavirus. Per gli ammalati. Perché la Madonna della Ghiara converta i nostri cuori e tenga lontana l’epidemia dalla nostra città, dalla nostra terra e dal nostro paese».  
Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia