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Tanti interessi dietro le accuse di inumanità

L'Italia continua ad accogliere migranti irregolari, anzi sono aumentati negli ultimi giorni. Lo stop riguarda solo le navi delle Ong, ma potrebbe essere l'inizio di una nuova linea europea, che manderebbe in crisi il fiorente business dell'accoglienza. E guarda caso le accuse arrivano da chi sui clandestini ci sta guadagnando.

Non c’è dubbio che la svolta che il governo Conte e in particolare il ministro degli Interni, Matteo Salvini, sta imprimendo al ruolo dell’Italia nella vicenda dell’immigrazione illegale abbia scatenato un forte dibattito tra favorevoli e contrari.

Se affrontiamo pragmaticamente la questione, Roma non ha cessato di accogliere immigrati illegali poiché i flussi sono in realtà aumentati sensibilmente negli ultimi giorni, complice anche il caos nei rifornimenti di carburante alle motovedette libiche che da un anno bloccavano gran parte dei barconi e gommoni diretti in Italia.

Quello che è cambiato non è certo che il governo Conte ha ordinato quei respingimenti che pure sarebbero e saranno necessari per far cessare i flussi illegali, ma semplicemente che il ministro Salvini ha stabilito lo stop all’accoglienza dei migranti illegali imbarcati sulle navi delle Ong il cui ruolo ambiguo (a dir poco) e teso ideologicamente a portare i clandestini esclusivamente nella Penisola, non solo è sotto gli occhi di tutti ma è da tempo oggetto di indagine presso alcune procure italiane.

Di fatto solo le navi militari italiane oggi sbarcano i migranti soccorsi nei porti siciliani da cui sono bandite invece le navi delle Ong .
Probabile che “l’attacco” alle Ong costituisca solo l’antipasto di un programma ben più severo che potrebbe portare presto a chiudere ogni accesso all’Italia e a riportare in Libia i migranti soccorsi con quei respingimenti assistiti che più volte abbiamo enunciato e auspicato sulle pagine di NBQ, che fanno parte del programma elettorale della Lega e vennero estesi alla coalizione di centrodestra.

Un’operazione necessaria per ripristinare la legalità, azzerare il business a trafficanti e criminali legati al terrorismo islamico, riprendere il controllo dello Stato su un problema di sicurezza nazionale senza lasciarlo a soggetti privati quali le Ong, e al tempo stesso soccorrere i migranti eliminando i flussi illegali e con essi i morti.

Le reazioni, decisamente sopra le righe, di molti ambienti politici, mediatici e culturali, si sono sprecate in questi giorni con toni talmente parossistici da apparire comici.
Copertine che negano l’appartenenza di Salvini al genere umano, talk show televisivi in cui intellettuali, politici e amministratori locali di altri Stati europei tacciano di “fascismo” il governo di Roma che pure è nato dal voto popolare senza che nessun vertice istituzionale reagisca, editoriali talmente carichi di odio da dimostrare ancora una volta quante buone ragioni abbia l’opinione pubblica a decretare ormai da anni il progressivo crollo della credibilità dei media, crollo testimoniato di recente anche da un’inchiesta dello statunitense Pew Research Center.

Ormai la pochezza espressiva e concettuale di coloro che hanno governato l’Italia fino a un mese or sono e delle lobby culturali e d’affari che li circondano è talmente ridotta da non riuscire a far altro che accusare di fascismo, nazismo e razzismo chi ha idee opposte alle loro.
Non si era mai vista tanta rabbiosa mobilitazione di esponenti dell’intellighenzia, della politica, del clero, del mondo associativo e della cosiddetta “società civile”, tutti tesi a tutelare un traffico illegale e criminale gestito da organizzazioni legate ai jihadisti e che porta in Italia ed Europa in molti casi la feccia di società africane e islamiche che sono tra le più violente e discriminatorie del mondo.
Perché, sia ben chiaro, i bisognosi che pure abbondano in Africa restano nei loro Paesi a vivere di stenti perché non dispongono di migliaia di euro per pagare i trafficanti.

Una foga che però ben si comprende se si prendono in considerazione due aspetti. Il primo è che la svolta italiana sta facendo rapidamente proseliti in tutta Europa e anche chi, come Spagna e Francia, critica aspramente lo stop di Roma alle Ong lo fa soltanto perché teme di dover rendere conto al proprio elettorato dell’incremento dei flussi di clandestini nei loro stessi Paesi.
Per questo l’iniziativa di Salvini potrebbe trainare la Ue a condividere in tempi rapidi respingimenti ed espulsioni di massa dei clandestini che certo sottrarrebbero miliardi al business dell’accoglienza.
Un giro d’affari che solo in Italia vale 5 miliardi di euro annui (nostri) spartiti tra associazioni, enti e cooperative legate soprattutto agli ambienti politici e culturali cattolici e di sinistra.

Il secondo aspetto è rappresentato dal fatto che, guarda caso, si tratta degli stessi ambienti da cui partono quotidianamente insulti roboanti e accuse improbabili di inumanità al governo italiano.