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Suor Maria Letizia morta a 104 anni nella festa di Teresa di Lisieux

La longeva religiosa carmelitana si è spenta a Bari il 1° ottobre, ricorrenza della sua consorella più celebre. Aveva emesso la professione solenne nel 1953. Fedele alla clausura, non volle rinunciarvi nemmeno per vedere il Papa: e fu san Giovanni Paolo II a modificare il percorso.

Borgo Pio 07_10_2026

Suor Maria Letizia Campagna è morta a Bari il 1° ottobre 2026, alla venerabile età di 104 anni e a ben 73 dalla professione solenne emessa nel 1953. La lunghissima esistenza della carmelitana pugliese si è conclusa proprio nel giorno della memoria liturgica della sua consorella più celebre, santa Teresa di Lisieux.

Nata a Taranto il 30 novembre 1922, entrò nel monastero di San Giuseppe a Bari nel 1948, pronunciando cinque anni dopo i voti solenni. Vi rimase fino al 1970, quando divenne priora del neo-eretto monastero Gesù sacerdote a Taranto: «In quegli anni furono molti i tarantini (anche sacerdoti) che si recavano al monastero, ubicato affianco al seminario arcivescovile,  per un colloquio o per un consiglio che madre Maria Letizia dispensava con grande saggezza e in atteggiamento materno. Talvolta rammentava di vivere completamente immersa nell’amore del Signore “tanto – diceva – da dimenticare quasi il mio nome”», scrive Angelo Diofano su Nuovo Dialogo, giornale dell'arcidiocesi tarantina. Il monastero fu poi soppresso nel 2015 per carenza di vocazioni e suor Maria Letizia tornò nella comunità di Bari, dove è passata all'eternità.

«Nel silenzio della clausura ha accompagnato tante vite, ascoltato inquietudini, condiviso parole di fede e di saggezza. La sua è stata una lunga fedeltà alla vocazione ricevuta, vissuta fino in fondo anche negli anni della malattia e della sofferenza», scrivono i Frati Carmelitani Scalzi di Bari, aggiungendo un aneddoto molto significativo sulla sua fedeltà alla clausura: «Tra i ricordi che amava custodire vi era quello dell’incontro con San Giovanni Paolo II nel 1989. Il monastero di Taranto era stato inizialmente escluso dal percorso della visita papale, anche per la sua povertà. Madre Letizia, però, non volle rinunciare alla clausura. Fu il Papa stesso a cambiare percorso per andare a salutare personalmente le monache. Lei amava ricordare quell’episodio come una piccola lezione di vita: amare fino alla fine la propria vocazione e non rinnegare mai ciò che si è scelto di vivere per Gesù.