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FILM CULTO

Star Wars, 40 anni di epica

Doveva essere solo un "divertente opera di fantasia, non sul futuro fantascientifico, più vicina ai fratelli Grimm che a Odissea 2001". A quarant'anni di distanza, Star Wars è una serie kolossal che ancora sbanca ai botteghini. Come dice il suo primo regista George Lucas, non è un film di fantascienza, ma una moderna epica cavalleresca.

Cultura 25_05_2017
Luke Skywalker

Tanto tempo fa… In una Galassia lontana lontana.

E’ questo il famosissimo incipit della Saga di Star Wars. Tanto tempo fa, o meglio, quarant’anni fa, il 25 maggio 1977, usciva nelle sale cinematografiche un film di un giovane regista, George Lucas, destinato a diventare la più grande saga di Fantascienza di tutti i tempi. La parola “fantascienza” tuttavia appare riduttiva per descrivere quest’opera: in Star Wars, Guerre Stelllari, in realtà confluiscono Mito, Epica, Narrativa d’Avventura. Ovviamente si tratta di una serie di film hollywoodiani che da tempo si sono fatti ricco franchise multimediale, certo; ma costituiscono anche una vera e propria saga mitopoietica che va ben oltre il cinema.

Il viaggio dell’eroe Luke, giovane e ingenuo, da un mondo perduto e desertico fin dentro il cuore tecnologico dell’onnipotente e malvagio Impero Galattico, evoca temi antichi ma sempre affascinanti.  La “terra (galattica) è desolata” e il ragazzo è destinato a essere la speranza del rinnovamento. Nel nome della Forza, una sorta di “energia vivente dell’universo”, ma anche espressione della tensione umana verso il soprannaturale. Una Saga, quella di Star Wars, espressione del più profondo senso religioso presente nell’uomo. Così come la lotta per non cedere al Lato Oscuro. 

Questa Saga rappresenta una sorta di ultima Utopia: la sua ambientazione non è la nostra terra, nemmeno la nostra galassia, bensì un luogo cosmico “altrove”. E la sua collocazione temporale? Sembrerebbe un futuro estremamente lontano, e qualche riferimento all’epoca in cui ci si trova viene fornito, ma a volte sembra di trovarsi persino in un certo “passato”, che forse non è nemmeno il nostro passato. O invece sì? Non importa. Nemmeno importa se noi terrestri ci siamo, in questa storia, se questi tizi di cui seguiamo le avventure ci siano “vicini” o siano “come noi” o siano “noi” – pur interpretati da attori inglesi o californiani. 

Tra quei tizi “diversi”, in quel passato “senza tempo”, in quel luogo così lontano che è un “nessun luogo”, avvennero (o avverranno?), forse là o forse qua, delle Guerre Stellari. 

Star Wars è comunemente ritenuta una serie cinematografica di kolossal, un’opera di “Fantascienza multi-Genere”, ma in realtà è molto di più. E’ una sorta di Epica, l’ultima epica, in cui i confini da esplorare appaiono infiniti, oltre l’iperspazio, ma che in realtà sono anche i confini altrettanto vasti dell’abisso dell’animo umano.

Il suo Omero fu un giovane regista californiano di nome George Lucas, un ragazzo uscito dalla provincia americana inquieta degli anni’60 e ’70, gli anni della Guerra Fredda, della tragica avventura del Vietnam, della rivoluzione dei costumi sessantottina. 

Prodotta dalla sua piccola Lucasfilm, ideata, scritta, filmata, costantemente sviluppata e modificata più volte fin dall’inizio degli anni ’70, da semplice storia raccontata in un unico film autoconclusivo si è trasformata in una serie coerente di capitoli filmici, definiti “Episodi”, strutturati nella forma di “sequel” (seguiti) e “prequel” (antefatti.

Da quattro decadi, dunque, da quel 25 maggio 1977 in cui apparve un po’ timidamente nei cinema americani, Star Wars ne ha fatta di strada. Apparve dal nulla e fu un immediato fenomeno globale grazie, tra i tanti motivi, al sorprendente impatto visivo e all’elegante e inedita miscela di media -cinema, fumetto, televisione, merchandise, e così via- e di Generi: Fantascienza, Fantasy, Western, bellico, epica cavalleresca, commedia, ecc. Inoltre era di sicuro molto divertente, il che non guastava affatto e contribuì al grande successo. . 

In una delle primissime interviste concesse a proposito del suo film, così Lucas lo sintetizzò: “Una divertente opera di fantasia, non sul futuro fantascientifico - più vicina ai Fratelli Grimm che a Odissea 2001”.  Non possiamo che essere d’accordo. Anche se- bisognerebbe aggiungere ora dopo quarant’anni - Star Wars è anche molto altro, ed è ancora tutto da scoprire.