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GUERRA CIVILE

Spagna, Sanchez vuol profanare la Valle dei Caduti. I vescovi acconsentono

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Un progetto per "risignificare" la Valle dei Caduti, il cimitero e memoriale dei caduti della Guerra Civile Spagnola. Il governo Sanchez vuole un reset della memoria cattolica. E la Chiesa spagnola collabora.

Libertà religiosa 05_04_2025
La Valle dei Caduti in Spagna

La “Valle dei Caduti” fu costruita dopo la guerra civile spagnola come luogo dove migliaia di combattenti di entrambe le parti riposano per l'eternità e per pregare per la pace e l'armonia nazionale, compito affidato a una comunità di monaci benedettini. Il sito, situato a circa 50 chilometri da Madrid, è di proprietà del Patrimonio Nacional e ospita, oltre al monastero, una basilica pontificia sotterranea, una foresteria e la croce più grande del mondo, visibile a chilometri di distanza. Sin dal 2007, i governi guidati dal Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) hanno avviato un processo di "dismissione" del sito, che ritengono sia stato costruito per esaltare solo le destre durante il conflitto, nonché il regime politico instaurato tra il 1939 e il 1975, guidato da Francisco Franco.

L’ennesimo obiettivo promosso da Josè Maria Zapatero nel suo primo governo pare sia stato raggiunto da Pedro Sanchez, grazie ad un atteggiamento della Chiesa spagnola e vaticana, francamente suicida. Il governo di Pedro Sánchez ha raggiunto un accordo con il Vaticano e l'Arcivescovado di Madrid per la partenza di padre Santiago Cantera abate benedettino del monastero della “Valle dei Caduti” e la "dismissione" di una parte del complesso monumentale, nel corso di un incontro avvenuto il 25 febbraio in Vaticano, tra il ministro della Presidenza, Félix Bolaños, e il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolín, accordo poi ratificato dall'arcivescovo di Madrid, José Cobo, il 3 marzo scorso.

I vescovi spagnoli hanno sostenuto pienamente e all'unanimità, senza alcuna voce dissenziente, il processo di dialogo che la Chiesa ha mantenuto con il governo Sánchez in merito alla laicizzazione della “Valle dei Caduti”. Lo ha confermato venerdì monsignor Francisco César García Magán, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale spagnola (CEE), durante la conferenza stampa al termine della 127ª Assemblea plenaria. Come ha spiegato García Magán, questo dialogo tra la Chiesa e il potere esecutivo è stato accompagnato in ogni momento dalla Santa Sede ed è stato inizialmente guidato dal presidente e dal vicepresidente della Conferenza episcopale. Nelle ultime settimane, il principale responsabile del dialogo è il cardinale arcivescovo di Madrid, José Cobo, accompagnato solo in una prima fase dal nunzio apostolico in Spagna Mons. Bernardito Cleopas Auza che, dallo scorso 22 marzo è stato nominato Nunzio presso l'Unione Europea.

Dal racconto fatto dal Segretario generale della Conferenza episcopale spagnola ieri 4 aprile, al termine dell’assise plenaria, lascia interdetti. La chiesa spagnola, come quella italiana sotto il regno del Cardinale Zuppi, è stata completamente rimodellata con nomine di vescovi smidollati, dediti solo all'inseguimento dei privilegi pretesi da mancate sacerdotesse e praticanti Lgbti, senza alcuna passione per la memoria cattolica e storica del paese, né alcun rispetto per la tradizione sempre viva dell’annuncio cristiano.

Secondo monsignor García Magán, il Governo ha espresso «l'intenzione di 'risignificare' la basilica, la sua profanazione e l'uscita benedettina», questi sono stati argomenti discussi dal Presidente del Governo, Pedro Sánchez, l'11 ottobre 2024, durante l'incontro con Papa Francesco in Vaticano, oltre alla proposta «di distruggere la croce che presiede il complesso monumentale». Dopo una serie di incontri tra Félix Bolaños, ministro della Presidenza spagnola e il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, vennero condivisi tre punti fermi: «La permanenza della comunità benedettina, il mantenimento della basilica per pregare per tutti coloro che caddero nella sanguinosa guerra civile spagnola e la conservazione di tutti i simboli religiosi» nel complesso monumentale, inclusa la croce. Tutto ciò è costato la destituzione del priore dell'abbazia, frate Santiago Cantera, sostituito qualche giorno fa da frate Alfredo Maroto.

Tuttavia, lo stesso monsignor García Magán ha riconosciuto che i vescovi «non conoscono i dettagli del piano di rinnovamento» oltre ai tre punti sopra menzionati e che finora ci sono solo «lettere e note scambiate con il governo su quei tre punti ma che devono essere corroborate in un accordo che non è stato ancora scritto». Superficialità o cedimento al ricatto del governo socialcomunista di Sanchez che aveva presentato in parlamento il 25 marzo scorso, attraverso i gruppi parlamentari del PSOE e Sumar, la proposta di istituire una sottocommissione d'inchiesta solo sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica?

Per certo il governo spagnolo investirà 30 milioni di euro per la profanazione della Valle dei Caduti, di cui quattro milioni saranno destinati al concorso di idee e alla stesura del progetto, mentre 26 milioni per l'intera museografia e la costruzione del museo o centro di interpretazione, che sorgerà sulla spianata che conduce alla basilica, ma visto che si tratta di un "luogo di memoria complesso", c’è la necessità che il progetto venga realizzato da un "team multidisciplinare" che contribuisca a dare "una nuova prospettiva ancorata ai principi e ai valori costituzionali". Nei prossimi giorni verrà quindi bandito un concorso internazionale di idee per la “risignificazione” del complesso monumentale. Queste idee saranno valutate da una giuria "indipendente" composta da professionisti "rinomati" e anche da un membro della Chiesa, nello specifico dal Delegato liturgico dell'Arcivescovado di Madrid, Daniel Alberto Escobar Portillo. La giuria selezionerà dieci finalisti e il vincitore sarà annunciato a settembre 2025, dopodiché la gara d'appalto per i lavori avrà luogo entro la fine del 2026. Il percorso è chiaramente accelerato e ha lo scopo di rimodellare la memoria storica spagnola esaltando i macellai anarchici e comunisti.

In ogni caso, solo domenica scorsa, erano accorsi in migliaia di semplici fedeli per assistere alla Santa messa nel monastero benedettino situato presso il monumento nazionale e giovedì 3 aprile, durante la riunione dei vescovi spagnoli, diverse centinaia di fedeli manifestavano davanti alla sede della Conferenza episcopale per protestare contro la "complicità" dei vescovi nella profanazione della Valle dei Caduti. Con il titolo «Manifesto dei cattolici spagnoli in difesa della Basilica della Valle dei Caduti», gli organizzatori continuano a chiedere ai vescovi di far valere la loro autorità spirituale di fronte alla laicizzazione e possibile profanazione di un luogo sacro, dichiarato basilica minore dalla Santa Sede nel 1960. Il manifesto cita espressamente il decreto di elevazione a basilica minore, firmato da papa Giovanni XXIII, in cui si dichiarava che ogni azione contraria a quanto stabilito sarebbe stata priva di "valore ed effetto". Gli organizzatori chiedono ai vescovi spagnoli, così come alla Segreteria di Stato vaticana, di difendere pubblicamente la natura sacra del sito e di respingere qualsiasi misura che minacci il suo status di tempio cattolico. Perciò, la Fondazione Avvocati Cristiani ha presentato nei giorni scorsi  un ricorso al Tribunale Nazionale per fermare il processo di "dismissione" della Valle dei Caduti promosso dal governo spagnolo. Nulla è perduto, ma se oltre ai nemici giurati della religione cristiana, anche all'interno della chiesa si lavora per la demolizione della tradizione e della memoria, tutto diventa molto più complicato e difficile.