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Soros cavalca il virus per attaccare la famiglia

Sul sito della Open Society, la fondazione di George Soros, parte un inaudito attacco alla famiglia, con un editoriale che identifica nel nucleo familiare costretto alla quarantena dall'epidemia l'origine di tutte le violenze e i soprusi. Non è un caso unico: molta stampa rema contro la famiglia sperando in un boom di divorzi. Preghiamo che non avvenga

Divorzio

“La crisi del coronavirus mostra che è tempo di abolire la famiglia”, questo il titolo di uno dei articoli principali apparsi su ‘opendemocracy.net', portale di informazione ed indagine globale fortemente finanziato dal filantropo e benefattore del mondo George Soros. Non solo, la campagna globale contro la famiglia si compone anche di eclatanti, quanto infondate per ora, notizie sulla crescita dei divorzi a causa della permanenza in casa di mogli e mariti. Lo scopo di entrambe le iniziative globali è chiaro: ripartire, dopo la pandemia, con società sempre più individualiste, sempre meno comunitarie e maggiormente manipolabili dallo Stato e dai grandi ‘padroni e filantropi’ del mondo.

In questo periodo di pandemia, oltre alle lobbies scatenatesi per favorire sempre più aborti e morti per eutanasia, uno dei tentacoli diabolici in azione sta approfittando della piaga del Coronavirus per promuovere l’idea di abolire la famiglia. L’articolo apparso lo scorso 25 marzo è solo una delle tante iniziative che direttamente ed indirettamente stanno, passo dopo passo, inculcandoci l’idea che lo stare a casa in famiglia sia terribilmente pericoloso, dunque meglio abolire la famiglia in quanto tale e alla svelta.

“Le famiglie nucleari e restare a casa… è ciò che in qualche modo dovrebbe evidentemente mantenerci bene. Ma ci sono diversi problemi con questo… la mistificazione della forma di coppia; la romanticizzazione della parentela; e la sanificazione dello spazio fondamentalmente non sicuro che è proprietà privata… la violenza domestica… le persone queer e femminilizzate, specialmente quelle molto vecchie e molto giovani, non sono sicuramente al sicuro lì: il loro fiorire nella casa capitalista è l'eccezione, non la regola… Una quarantena è, in effetti, il sogno di un abusatore - una situazione che consegna un potere quasi infinito a coloro che hanno il sopravvento su una casa". The Guardian ha citato la fondatrice di un'associazione no profit cinese: "Secondo le nostre statistiche, il 90% delle cause della violenza sono legate all'epidemia di Covid-19… E mentre il virus si diffonde in America, faremmo bene a tener conto di questo. Già, il CEO della hotline nazionale per la violenza domestica negli Stati Uniti ha osservato: 'I perpetratori stanno minacciando di buttare le loro vittime in strada in modo che si ammalino' …”. Non è questo il momento di dimenticare quanto sia importante abolire la famiglia e, “nelle parole della teorica femminista e madre Madeline Lane-McKinley: ‘Le famiglie sono le pentole a pressione del capitalismo. Questa crisi vedrà un'impennata nelle faccende domestiche: pulizia, cucina, cura, ma anche abusi sui minori, molestie, stupri intimi con i partner, torture psicologiche e altro ancora ”.

Lungi dal tempo per acconsentire all'ideologia dei "valori familiari", quindi, la pandemia è un momento estremamente importante per "generalmente dare potere ai sopravvissuti e ai rifugiati della famiglia nucleare". E "anche quando la famiglia nucleare privata non rappresenta una minaccia fisica o mentale diretta alla propria persona - nessun maltrattamento del coniuge, nessuno stupro infantile e nessuna strage - il modo di riproduzione sociale della famiglia privata fa ancora, francamente, schifo…Meritiamo meglio della famiglia. E il tempo di Corona è un momento eccellente per esercitarsi nell’abolizione…Vorrei solo affermare con certezza che, nel 2020, la dialettica delle famiglie contro la famiglia, delle case reali contro la casa, si intensificherà". Tutto chiaro a tutti quale siano gli scopi reali delle tante forme di benevolenza filantropica di Soros e della sua compagnia della ‘società aperta militante’? Il ragionamento è paradossalmente ridicolo e gravemente pericoloso, equivale a dire che siccome muoiono molte persone in auto dovremmo abolire le autovetture o che rilevando un numero elevato di incidenti sul lavoro si dovesse abolire il lavoro. Oltre a ciò la gravità e gravità marxista del linguaggio non nasconde una avversione ideologica, per nulla liberale, verso la famiglia e, dall’altro lato, diniega ogni studio scientifico sociologico sul bene famigliare e sociale della stabilità di coppia e delle relazioni interne ed esterne della famiglia per la la comunità sociale.

La battaglia “decisiva” contro la famiglia naturale però non si ferma al bollettino sorosiano, pare si stia allargando a macchia d’olio e coinvolga fantomatiche associazioni femministe che, pur in assenza di dati reali, già denunciano a squarciagola in tutto l’occidente l’aumento vertiginoso delle violenze subite e dei femminicidi provocati dalla decisione di governi di far stare in case le intere famiglie. Non solo, si va diffondendo una compiaciuta dialettica su molti quotidiani internazionali sulla crescita impressionante dei divorzi nei paesi colpiti da Coronavirus, anche qui in mancanza di dati ufficiali, miriadi di commentatori, avvocati e cultori dell’individualismo liberticida, vanno compiacendosi delle ‘rotture famigliari’ (eventualmente avvenute) come avessero scoperto il vaccino contro il Coronavirus. Così leggiamo sul Bloomberg Businessweek che in Cina nel solo mese di marzo i divorzi sarebbero cresciuti a dismisura, a riprova della debolezza e dunque sostanziale inutilità, della famiglia. Prosegui nella lettura e scopri, al di là del titolo compiaciuto, che i dati reali saranno noti solo grazie alle statistiche nazionali annuali; che ci sono solo i dati di alcuni importanti comuni cinesi e relativi solo al mese di marzo (perchè non invece dallo scoppio dell'epidemia a dicembre  2019) e che la fonte più credibile del trend è… un importante studio di avvocati divorzisti di Shangai.

Va bene che Bloomberg voleva esser il candidato democratico contro Trump e che sostiene da sempre le battaglie ideologiche di sinistra, abortiste ed anti famigliari, però un minimo di solidità nel promuovere le proprie ‘battaglie’ sarebbe auspicabile. Almeno il Daily Mail, frequentemente interessato ai temi legali al divorzio nel Regno Unito, ha avuto il coraggio di evitare prediche inutili o analisi culturali, e preferito riportare direttamente le affermazioni degli avvocati divorzisti, felicissimi per gli affari che auspicano di fare nelle prossime settimane. Anche qui però, l’ingordigia potrebbe lasciare l’amaro in bocca. Immaginare che l’aumento delle ricerca su internet  sulle dinamiche del divorzio, +150% secondo gli avvocati, corrisponderanno ad un aumento reale delle rotture famigliari è estremamente eccessivo. Se invece, nonostante queste pressioni e laute prebende a favore della eliminazione della famiglia e della sua stabilità, più volte e solidamente dimostratasi una ricchezza unica ed insostituibile per la società ed il capitale umano nazionale, alla fine di queste settimane e mesi di ‘confino famigliare’ a casa, emergesse che le violenze sono diminuite, la solidità dei legami ancor più accresciuta e, magari, cresciuto anche il tasso di natalità?

Guardiamo al positivo, questa nostra previsione ha le stesse possibilità di realizzarsi di quelle infauste ed interessate promosse in tutto in mondo dai nemici della famiglia. Noi però dalla nostra parte abbiamo meno soldi ma più presupposti scientifici che rafforzano le nostre auspicabili previsioni, sia sulla diminuzione dei divorzi (come dimostrano gli USA), sia sulla possibile crescita della natalità dopo il Coronavirus. Noi abbiamo anche un'altra, la principale, arma in più: la preghiera per le famiglie. Non dimentichiamolo.