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LA VITA DI GESù NELL'ARTE/13

Sir Spencer, un artista controverso che amava Gesù

Sir Stanley Spencer volle dedicare un dipinto ad ogni giorno passato da Cristo nel deserto, con l’intento di esporne uno ogni giorno della Quaresima, ma non fu possibile realizzare questo progetto unico nel suo genere. Fu un artista controverso, ma animato da grande fede, malgrado le tante ombre che hanno oscurato la sua vita. Il suo Gesù nel deserto è animato da una fisicità molto popolana, quasi “naïf” e molto carnale. 
- LA RICETTA: ETON MESS

Cultura 07_03_2022 English Español

La vita pubblica di Gesù è interessante non solo per gli accadimenti del periodo, descritti dai Vangeli, ma anche per il fatto che si tratta della presenza fisica di Gesù sulla Terra. Dalla Pentecoste in poi parleremo invece della presenza spirituale di Cristo. Quindi continuiamo, attraverso le opere d’arte, il nostro viaggio nei momenti e nei luoghi che lo hanno visto protagonista: è un modo per conoscerlo meglio.

Sappiamo che tra il 27 e il 28 d.C. Giovanni Battista aveva incominciato la sua predicazione di “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”, fatto attestato dalle fonti storiche ebraiche di Flavio Giuseppe e i più recenti documenti di Qumran, che evidenziano come l’attività di Giovanni rientrasse nel profondo fermento spirituale che esisteva in quei tempi  in Giudea.

Giovanni battezzava sia a Betania, vicino al fiume Giordano (da non confondere con l’altra Betania vicino a Gerusalemme), sia nella piana di Ennon, presso Salim, a sud di Scitopoli. Gesù è stato battezzato da Giovanni a Betania. Questo momento segna l’inizio del magistero di Cristo, cioè il passaggio dalla vita privata alla vita pubblica. Era usanza che il battezzato si ritirasse per un periodo di tempo nel deserto, cosa che accadeva soprattutto  tra i seguaci della Setta del Mar Morto (gli Esseni): costoro erano soliti vivere principalmente a Kirbet Qumran.

Gli studiosi non escludono che ci siano stati contatti di Giovanni e Gesù con questa setta (ci sono storici che sostengono addirittura che Gesù ne facesse parte). Il motivo è la vicinanza dottrinale tra Cristiani ed Esseni. Anche Gesù seguì l’usanza e si ritirò, dopo il battesimo, per 40 giorni nel Deserto della Giudea sopra Gerico. Qui fu tentato da Satana, che lo trasportò persino sul “pinnacolo del Tempio” in Gerusalemme.

Ma Cristo superò la tentazione e al termine dei 40 giorni ritornò in Galilea, mentre Giovanni continuò la sua predicazione sino ad essere incarcerato a Macheronte, nella Perea meridionale, dove poi fu giustiziato in carcere. 

Fra tutti gli artisti ce n’è uno, Sir Stanley Spencer, che ha voluto dedicare un dipinto ad ogni giorno passato da Cristo nel deserto, con l’intento di esporne uno ogni giorno della Quaresima.

Purtroppo non gli fu possibile realizzare questo bellissimo sogno, perché si stava avvicinando a grandi passi alla fine della sua vita. Ma riuscì a finirne 8 dei 18 schizzi che era riuscito a preparare.

Chi scrive vuole spezzare una lancia a favore di questo artista controverso e pieno di contrasti, perché ritiene che fosse animato da grande fede, malgrado le tante ombre che hanno oscurato la sua vita. Ma guardiamo il bene e mettiamolo in evidenza. Anche se è stato perfino accusato di indecenza e di tendenza al sacrilegio - cose che rimangono da dimostrare - Spencer ha il merito di avere umanizzato le figura divina del Cristo, avvicinandolo di più a noi.

Stanley Spencer (Cookham, 30 giugno 1891 – Cliveden, 14 dicembre 1959) è stato un artista britannico. Il singolare lavoro di Stanley Spencer si è sviluppato lontano dalla corrente principale dell'arte moderna e costituisce un insieme significativo dell'arte britannica del periodo tra le due guerre. Nasce in una famiglia di artisti e di scienziati di 11 figli (lui è il settimo): padre musicista, fratello pittore e nonno astronomo.

Inizia a disegnare a 14 anni e nel 1909, dopo un anno preparatorio alla Windsor School of Art, si iscrisse alla Slade School of Fine Art dell'University College London, dove strinse amicizia con Henry Lamb, allora autore di una delle opere più importanti della pittura britannica moderna, The Death of a Peasant (1910).

Per tre anni subì l'influenza dei primitivi italiani e dei maestri del Quattrocento che di volta in volta si possono scorgere nella sua opera pittorica. Tornato a Cookham, dipinse il suo villaggio e dal 1912 si appassiona alle scene bibliche: dipinge una magnifica Natività, un'opera che riflette la duplice influenza dei preraffaelliti e del simbolismo francese.

Con The Apple Gatherers (I raccoglitori di mele), dipinto lo stesso anno, e Zacharias and Elisabeth (1913), affina uno stile molto personale e direi audace che lo allontana dallo stile idilliaco e decorativo di questi modelli estetici. La Resurrezione, che descrive in La resurrezione di Dio e dei cattivi (1914), diventerà in seguito il suo tema preferito.

Spencer si arruola nella prima guerra mondiale, iniziando dal basso della scala gerarchica: prestò servizio per quattro anni al Bristol War Hospital dove faceva i lavori più umili (puliva i pavimenti, rifaceva i letti, lavava i panni). La sofferenza e la ripetitività del lavoro paradossalmente acuirono la sua spiritualità e gli ispirarono opere di grande bellezza e valore artistico.

Verso la fine della guerra è inviato sul fronte macedone. Ritornato a Cookham dal 1919 al 1926, trascrisse la sua esperienza macedone della guerra in una serie di opere come Travois Arriving with Wounded at a medication station at Smol (Travois che arriva con un ferito al pronto soccorso di Smol), Macedonia e Camp at Kalinova.

Ha anche dipinto una serie di paesaggi che esprimono la gioia di tornare a casa. Gli effetti della guerra sulla maturazione del suo lavoro sono evidenti: lo stile, meno ingenuo e stravagante, acquista potenza e originalità e mostra un'iconografia sempre fantasiosa.

La nostra attenzione è stata attratta dalla una serie di dipinti menzionati all’inizio dell’articolo, che raffigurano Gesù nel deserto, intitolata Christ in the Wilderness, che è stata dipinta tra il 1939 e il 1954 durante un difficile momento di conflitto personale nella vita dell'artista. Viveva in grande povertà, perciò si isolò in una stanza spoglia a Londra per creare la sua proposta di quaranta pannelli quadrati raffiguranti ogni giorno che Cristo trascorse nel deserto. L'idea originale era che ogni opera venisse esposta a turno durante la Quaresima. Spencer ha completato solo diciotto schizzi, di cui sono stati completati solo otto dipinti. Sedici di questi schizzi si trovano all’Art Gallery of Western Australia che li ha acquisiti.

Oltre alla fisicità molto popolana di Cristo, Spencer ci incanta con una visione quasi “naïf” e molto carnale del Redentore, che per questa ragione appare così magnificamente umano.

Il valore dei dipinti di Spencer aumentò vertiginosamente grazie alle sue opere religiose esposte in una mostra retrospettiva alla Royal Academy nel 1980. The Resurrection ha fruttato  770.000 sterline da Christie's all'inizio del 1990 e nel maggio di quell'anno il suo Crucifixion (1958) ha fruttato 1.320.000 sterline. Era un record assoluto per un dipinto britannico moderno e avrebbe sbalordito Stanley, che è stato povero per così tanto tempo.

Sulla scia delle opere religiose, anche quelle ”laiche” hanno raggiunto dei record mai visti: il 6 giugno 2011 Sunflower and Dog Worship è stato venduto per 5,4 milioni di sterline, battendo un record di 4,7milioni di sterline fissati pochi minuti prima per Workmen in the House.

Tra le opere emblematiche di questo periodo spiccano The Last Supper (1920), Christ Carrying the Cross, The Betrayal (1922) e soprattutto The Resurrection, Cookham (1923-36), capolavoro esposto mentre l’artista era vivo alla Tate Gallery.

Nel 1923 iniziò una serie di studi preparatori dedicati alla guerra. Dal 1926 al 1932 lavorò alla creazione di una serie di murales per la Sandham Memorial Chapel. La serie include in particolare Resurrection of Soldiers e riflette influenze manieristiche e barocche, mentre Drawing Water è contrassegnata dai disegni di Paolo Uccello nella battaglia di San Romano. Gli affreschi della cappella sono considerati una delle maggiori opere d'arte britannica del XX secolo.

Nel corso degli anni Trenta, sebbene a volte dipingesse paesaggi e fiori, emerse un interesse per le preoccupazioni sessuali influenzate dal simbolismo freudiano. Ma questo periodo artistico di Spencer ci interessa meno: si tratta di ossessioni erotiche e nevrotiche, dettate dalle disgrazie personali dell’artista.

Però, fedele alla sua natura piena di contrasti, nello stesso periodo Spencer dipinge anche Sarah Tubb and the ‘Heavenly Visitors’ , dipinto acclamato alla Carnegie International Exhibition nel 1933 e crea opere su temi religiosi come il magnifico St Francis and the Birds (San Francesco e gli uccelli - foto) e una Tentazione di Sant'Antonio.

Durante la seconda guerra mondiale dipinge una serie di opere sul tema di Cristo nel deserto e riceve dal Comitato degli Artisti della Guerra una grande commissione per dipingere un gruppo di pannelli murali sul tema dei cantieri navali di Glasgow on Clyde. In quel periodo ritornò al suo tema preferito, la Resurrezione, tema che è spesso trattato da Spencer sotto forma di trittici, in riferimento al mistero della Trinità.

Per Spencer la Resurrezione è un'opportunità per mostrare la riconciliazione delle persone, della famiglia e dell'amore. Tuttavia, queste scene non si svolgono in Terra Santa, come si potrebbe supporre, ma a Cookham, il piccolo villaggio dove è cresciuto e dove ha trascorso gran parte del la sua vita. Una delle peculiarità di Spencer è quella di conferire a Cookham una dimensione celeste, paradisiaca, in relazione al paradiso della sua infanzia.

La pittura religiosa di Spencer si carica quindi di un significato miracoloso in relazione alla redenzione dell'umanità, che Cookham gli permette di riassumere e condensare, meglio di Roma o di Gerusalemme, come un'allegoria personale. Così, attraverso un'iconografia che evoca sentimenti e ricordi personali, l’artista desidera esplorare e raggiungere le verità spirituali più universali.

Dei suoi tre stili artistici, il più significativo è quello che usa per raffigurare le opere spirituali: è uno stile di ispirazione medievale, che fa riferimento, tra gli altri, a Giotto e Cimabue ed è anche lo stile più conosciuto di Spencer. Devotamente cristiana, la fede di Spencer ha definito sia i soggetti dei suoi dipinti che il loro trattamento stilistico e si manifesta attraverso la sua arte.

Ci dispiace solo che non sia riuscito a finire i 40 dipinti che raffigurano i 40 giorni di Gesù nel deserto: avremmo avuto la possibilità, contemplandole, di rendere un ulteriore omaggio alla Quaresima.