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Sinodo: pubblicata la "Lettera al popolo di Dio"

Dal "grande silenzio" sinodale esce il messaggio-testimonianza dei partecipanti. Per sapere qualcosa in più sui temi dovremo attendere il documento di sintesi.

Borgo Pio 27_10_2023

Infine dal "grande silenzio" sinodale è uscita la Lettera al popolo di Dio, pubblicata mercoledì 25 ottobre, a nome dei partecipanti al Sinodo sulla sessione 2023, che si concluderà ufficialmente domenica 29 con la Santa Messa nella basilica vaticana.

«Un’esperienza senza precedenti», così la descrivono, dal momento che «per la prima volta, su invito di Papa Francesco, uomini e donne sono stati invitati, in virtù del loro battesimo» non solo a discutere ma anche a votare. Si pone l'accento sul «metodo della conversazione nello Spirito (...= cercando di discernere ciò che lo Spirito Santo vuole dire alla Chiesa oggi», sperimentando altresì l'importanza degli «scambi reciproci tra la tradizione latina e le tradizioni dell'Oriente cristiano». Segue uno sguardo al «contesto di un mondo in crisi (...) tanto più che alcuni di noi venivano da Paesi dove la guerra infuria».

Accenni al silenzio («per favorire tra noi l'ascolto rispettoso e il desiderio di comunione nello Spirito») e alla «contemplazione silenziosa di Cristo crocifisso» nella ricerca dell'unità. Non poteva mancare il riferimento alle due esortazioni apostoliche uscite all'inizio e a metà del Sinodo: l'ormai celebre Laudate Deum (seguito di Laudato si') e la meno nota C'est la confiance dedicata a Santa Teresa di Lisieux.

Una sorta di rassicurazione precede i paragrafi dedicati all'ascolto («la Chiesa ha assolutamente bisogno di ascoltare tutti, a cominciare dai più poveri», nonché « i laici, donne e uomini, tutti chiamati alla santità in virtù della loro vocazione battesimale» e «ancora di più le parole e l'esperienza dei ministri ordinati»). In vista dei mesi a venire «che ci separano dalla seconda sessione, nell’ottobre 2024». Si specifica infatti che «non si tratta di un'ideologia ma di un'esperienza radicata nella Tradizione Apostolica» – quasi a voler fugare il timore di sviluppi che siano invece contrari alla Tradizione Apostolica.

In sintesi, è un messaggio di testimonianza che non tocca i temi affrontati nel corso di questo ottobre romano. Qualcosa di più sapremo una volta pubblicate le 40 pagine del documento di sintesi che – come ha anticipato il prefetto Paolo Ruffini – «indicherà i punti dove il discernimento è andato più avanti e quello dove deve andare più in profondità».