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Salvini: sì all'amore gay, no alle adozioni

Matteo Salvini è ospite della radio Rtl 102.5. Il conduttore Pierluigi Diaco lo informa che da poco si è unito civilmente con il suo compagno. Salvini gli fa i complimenti e poi aggiunge: “Io penso che come lo Stato non entra in negozio con lo studio di settore, ognuno è libero di amare chi vuole nel rispetto del prossimo. Sono però contrario alle adozioni per le coppie omosessuali. Le discriminazioni sono una roba folle. Metto alcuni limiti che riguardano i bambini: sono e sarò contrario finché campo alle adozioni per le coppie omosessuali, perché il bambino non ha diritto di parola, viene al mondo se ci sono una mamma e un papà o viene adottato se ci sono una mamma e un papà. Ma le discriminazioni sono una roba folle. Se vado dal medico non so se è etero o omosessuale o con chi vive. E non mi interessa. Mi interessa che sia un bravo medico e se viene discriminato perché è etero o gay è una follia. Ma chi non ha diritto di parola, cioè un bambino, ha diritto di crescere con una figura di riferimento paterna e una materna”.

Insomma in vista del voto del 4 marzo Salvini dà prova di malcelato equilibrismo: sì alle Union civili, ma con dei paletti. Ad esempio no alle adozioni. Ma accettare le Unioni civili significa riconoscere che le persone omosessuali unite civilmente dovranno avere prima o poi gli stessi diritti dei coniugi e quindi anche il diritto di adozione.

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