a cura di Nico Spuntoni
  • IL LIBRO DI BUX

Salute o salvezza: Chiesa al bivio

"Salute o salvezza. La Chiesa al bivio", edito da Fede & Cultura, è una conversazione a trecentosessanta gradi sulla Sposa di Cristo, con uno sguardo più proiettato al futuro con qualche incursione nel passato recente. Il libro nasce dall'incontro tra Vito Palmiotti e don Nicola Bux, professore presso la Facoltà Teologica Pugliese e già Consultore di vari Dicasteri vaticani. Essere al bivio non implica necessariamente dover imboccare la strada sbagliata, per questo nel botta e risposta tra l'intervistato e l'intervistatore prevale più l'esortazione su ciò che si dovrebbe fare d'ora in poi piuttosto che la lamentela per ciò che si è fatto e non si sarebbe dovuto fare. 

Nelle parole di don Bux prevale una costante e appassionata difesa dell'autentico spirito del Concilio non solo dalle spinte di chi vorrebbe scavalcarlo 'a sinistra', ma anche da chi continua a criminalizzarlo 'da destra'. La posizione del teologo pugliese è saldamente radicata nel campo dell'ermeneutica della continuità di ratzingeriana memoria. "Anche lo stesso rito antico ha conosciuto riforme e critiche (per esempio quella di Pio XII della Settimana Santa) e sempre ve ne saranno - scrive don Bux - la cosa più importante è che le riforme nella Chiesa siano fatte in continuità con la tradizione e non siano in rottura con essa".

Proprio difendendo il Vaticano II, il sacerdote che Benedetto XVI volle con sé nell'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice ricorda l'ammonimento del cardinale Giuseppe Siri: “Oggi si è concluso il Concilio… ma oggi comincerà la battaglia nella Chiesa. Perché tutto quello che si è tentato di far passare in Concilio, e lo Spirito Santo non ha permesso, si tenterà di farlo passare ora, interpretando male il Concilio. Tutto quello che di sbandamento dei costumi si sperava di avere e non si è avuto dal Concilio, si tenterà di averlo ora, interpretando male il Concilio.”

Essendo un libro-conversazione a tutto campo, sono molti i temi trattati: la crisi della liturgia, la perdita del senso del sacro, l'ecumenismo, il rapporto con l'Islam, la sinodalità, il futuro del Summorum Pontificum, il celibato, le Messe sine populo durante la pandemia. Don Bux si dice preoccupato perché "la secolarizzazione ha prodotto una cristologia neo-ariana, che a sua volta ha portato alla laicizzazione del prete, all’irrisione del celibato, alla svalutazione dell’ascesi, alla clericalizzazione del laicato, all’esclusivo o prevalente impegno nel sociale" e la "conseguenza grave" è che molti sacerdoti "finiscono per basare il loro giudizio sulla visione del mondo contemporaneo e non sulla Bibbia, in modo da renderlo più gradito a chi ascolta".

La via indicata, invece, è quella individuata da Romano Guardini, il quale affermava che "senza l’incarnazione di Gesù Cristo non è possibile comprendere il mondo: perciò, è intorno a essa che si fa l’unità del pensiero". Palmiotti interroga il sacerdote anche in merito al Sinodo sull'Amazzonia, le pachamama e la Querida Amazonia. Non manca un capitolo 'regionale' sulla figura di monsignor Antonio Bello, noto come don Tonino, nel quale don Bux elenca le ragioni delle sue perplessità sul processo di beatificazione in corso. Il teologo chiude il libro proprio proponendo un'idea di Chiesa opposta a quella auspicata dall'ex vescovo di Molfetta che diceva: «La Chiesa non può essere “serva del mondo” come scrive mons. Bello, perché vorrebbe dire stare al servizio di Satana che ne è il principe» mentre "il mezzo per arrivare alla pace del cuore (...) consiste nel non avere più volontà propria, ma quella del divino Cuore di Cristo". 

"Salute o salvezza. La Chiesa al bivio" è una lettura interessante per conoscere un punto di vista netto, ma saldamente radicato nella Chiesa. Scrive don Bux: "Noi siamo cattolici, non protestanti che hanno perduto il riferimento essenziale: il Papa. Lutero contestò il magistero e riteneva che l’autorità fosse la Scrittura. Se la Chiesa è del Signore, siamo certi che non l’abbandonerà, perché egli è venuto a dare compimento, non ad abolire". (Nico Spuntoni)