Roche conferma i paletti al rito antico, Cordileone risponde
Secondo il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, Leone XIV non avrebbe intenzione di revocare le restrizioni imposte da Francesco con Traditionis Custodes. L'arcivescovo di San Francisco replica: «Non so quanto conosca il pensiero del Santo Padre, ma è chiaro che il Papa vuole unire tutti».
Le restrizioni alla liturgia tradizionale non saranno revocate secondo il cardinale Arthur Roche. Il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, intervistato il 29 luglio da The Tablet, è categorico: «No, papa Leone non cambierà Traditionis Custodes, e non tornerà al Summorum Pontificum».
Due giorni dopo, intervistato a sua volta da EWTN, sulla questione è intervenuto l'arcivescovo di San Francisco, mons. Salvatore J. Cordileone, riferendosi direttamente a Roche: «Non so quanto conosca il pensiero del Santo Padre. Ma credo che una cosa sia chiara a tutti: il Santo Padre vuole unire tutti. Per lui l'unità è fondamentale». E ha aggiunto che il permanere delle restrizioni al rito antico spingerebbe alcuni a cercarlo in «gruppi che non sono in piena comunione con la Sede di Roma». Cordileone auspica un accesso generoso alla liturgia tradizionale, assicurandosi al contempo «che le persone che partecipano alla Messa siano in piena comunione in termini di fede e di accettazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II». Ed è così, dice, «nella maggior parte dei casi».
Cordileone testimonia anche il "desiderio di tradizione" delle giovani generazioni, traversale ai due Messali: «Amano il modo più classico in cui la Chiesa celebra il culto, quella che chiamiamo la Messa tradizionale» e «anche il rito della Messa che celebriamo ora ma in modo più tradizionale, con il sacerdote ad orientem, la musica sacra, la grande solennità e la riverenza. Desiderano questa tradizione. Li conduce in profondità». Un movimento «inarrestabile. Attrae i giovani e continuerà a farlo».

