a cura di Anna Bono
  • Missionari cattolici

Repubblica Centrafricana. Salta su una mina l’auto di padre Arialdo

“Stamattina verso le 8 p. Arialdo, parroco di Bien, andando da Niem sulla strada per Bouar, a livello del villaggio Service Kolo ha colpito una mina che ha distrutto la sua auto. Ci sono almeno 2 morti. Il p. Arialdo è sopravvissuto”. A dare per primo la notizia che nella Repubblica Centrafricana l’auto di un missionario cattolico era saltata su una mina è stato il missionario carmelitano Aurelio Gazzera, con un post sul suo profilo Facebook il 5 maggio. Altri particolari sono stati diffusi poco dopo dalla diocesi di Bouar. La strada che collega Niem e Kolo è pericolosa perché il gruppo armato Coalition des Patriotes pour le Changement (Cpc) da tempo piazza sul percorso mine e altri ordigni esplosivi. Monsignor Miroslaw Gucwa, vescovo di Bouar, contattato dall’agenzia Fides, ha spiegato di essere in attesa di conoscere i dettagli dell’incidente, ma che la zona è molto isolata e anche raggiungerla telefonicamente è difficile. La Cpc è nata lo scorso dicembre dalla fusione di sei gruppi armati: quattro Seleka, la coalizione che nel 2013 ha rovesciato con un colpo di stato il presidente François Bozize, e due anti-balaka, le milizie di autodifesa nate per difendere le comunità dagli attacchi Seleka. Dal 2013, anche dopo il ripristino delle istituzioni democratiche, decine di gruppi armati controllano e si contendono circa il 70 per cento del territorio nazionale infierendo sui civili. I missionari che operano nel paese condividono con la popolazione una situazione estremamente difficile: vittime di attacchi, spesso a scopo di rapina, e dei frequenti scontri armati tra i diversi schieramenti. Come tanti altri missionari continuano a portare una testimonianza evangelica di misericordia e fraternità, disposti a rischiare per farsi segno di speranza cristiana.