Quella pace che il mondo ignora e non può donare
Le parole di mons. Sciacca durante la Messa per la pace celebrata sabato 19 settembre nel santuario di San Pietro Martire a Seveso (MB) in apertura della Giornata della Bussola 2026.
Il brano evangelico or ora proclamato (Gv 14,23-29) appartiene al grande discorso d’addio – un estremo testamento d’amore – pronunciato dal Signore Gesù nel contesto, parimenti dolcissimo e tragico, dell’Ultima Cena. E Gesù che stava per fare la prova suprema del suo infinito amore che si sarebbe consumato sull’altare della Croce: quel sacrificio anticipato - in maniera perennemente e realmente, anzi realisticamente rinnovantesi nell’Eucaristia, sacramento del suo vero Corpo e del suo vero Sangue - ebbene, Gesù in quel contesto parla di Amore (che poi è, come sappiamo il nome stesso, non equivoco, di Dio!).
«Chi mi ama (cioè, se mi ama davvero), osserverà la mia parola», dice il Signore Gesù. Ciò vuol dire: obbedirà alla mia legge, aderirà liberamente e consapevolmente ai miei comandi e desideri. Aderirà quindi alla santa volontà di Dio e alla sua legge; coopererà in tal modo effettivamente ed efficacemente alla propria salvezza e a quella dei fratelli. E Dio lo riamerà! Dio ci riamerà! Anzi, Egli ci ha amati per primo. Prima addirittura che noi fossimo. E infatti veniamo alla luce per un atto di amore di Dio, che crea la nostra anima, questo principio individuale, personalissimo e immortale che sopravviverà alla nostra stessa fine terrena e che, alla fine dei tempi, nell’eternità, si ricongiungerà al nostro corpo.
Col Battesimo il Signore ci dava la vita di grazia che già ci inserisce nella comunione d’amore divino che è la vita e il mistero trinitario, adombrato in questa formidabile e colossale, inesauribile pagina evangelica.
«Il Padre mio lo amerà», continua Gesù, »e noi (noi!) verremo a Lui e prenderemo dimora presso di Lui». Così san Paolo nella Lettera ai Romani (8,9-11), nella Prima ai Corinzi (3,16-6), ai Galati (4,6), nella Seconda a Timoteo (1,14).
Gesù sa e annuncia che, a compimento del suo mistero pasquale di morte e risurrezione, con la sua gloriosa ascensione al cielo, partirà in qualche modo da quaggiù; tuttavia Egli ci assicura che non resteremo soli; non saremo abbandonati in quel che, senza Dio, altro non sarebbe che caos – nella morte definitiva.
Oltre, infatti, la presenza di Dio, che proviene dalla sua stessa onnipresenza, esiste la presenza sacramentale – realissima! – di Cristo nell’Eucaristia; esiste la presenza della Trinità in noi attraverso il dono soprannaturale della grazia, è dogma; è presente nei sacri pastori; è presente in forma privilegiata nei poveri e sofferenti, partecipi del Christus patiens.
E Gesù continua con la solenne, infallibile promessa di inviare il suo stesso Spirito (la Terza Persona della Trinità), il Consolatore, lo definisce Gesù con dolce e potente immagine. Consolatore: capace, cioè, per divina potenza, di lenire e sanare le ferite esistenziali più doloranti. Consolatore, che in greco vuol dire Paraclito, cioè Amico, Consigliere, Difensore, Avvocato, Protettore, Intercessore.
Spirito che insegnerà – dirà Gesù – ogni cosa; ricorderà ciò che Cristo ha detto e vuole da noi: non già rivelare cose nuove, ma illuminare nella coscienza e nella comprensione le cose già rivelate da Cristo.
Lo Spirito Santo infatti glorifica il Figlio conducendo i discepoli – sotto la guida del Magistero – alla conoscenza piena della verità rivelata da Cristo.
Finalmente Gesù assicura ai suoi la Pace. L’augurio di Cristo (Shalom) che tuttora risuona, seppur tragicamente contraddetto ad ogni passo nella terra della Bibbia, terra purtroppo insanguinata, non è sulle labbra del Maestro Divino una formula convenzionale o retorica.
Egli, Principe della Pace, dà ai suoi, a noi, quindi, la pace come un dono e un compito, una preziosa eredità - «Vi lascio la pace...» – poiché è una pace sua propria ed esclusiva, poiché viene – come scrive l’Apostolo Paolo ai Romani (15), ai Galati (5,22) e ai Filippesi (4,7) – dal “Dio della Pace”, è frutto dello Spirito e «supera ogni conoscenza» (Fil 4,7).
Questa pace è segno e misura della presenza di Dio in noi, nel nostro cuore, nella nostra vita. Più amiamo Dio (rectius: ci sforziamo di amare Dio), più Dio sarà in noi e più pace avremo. E la pace di Dio non è la pace del mondo. Una pace, certo, da conquistare e tenacemente difendere, ma che rischia di restare per sempre effimera, instabile, sicché con amaro cinismo Carl von Clausewitz ha potuto scrivere, facendosi eco del filosofo antico Eraclito (pòlemos panton men patèr estì), che non esiste nel mondo la pace, ma solo tregue più o meno lunghe in una sorta di guerra infinita. E il mondo è senza pace perché è senza Dio, perché non ama Dio, non ha Dio, e chi non ha Dio non può avere pace.
Questa pace è, in concreto, la conformità (preciso: lo sforzo onesto, leale, ripetuto fiduciosamente dopo fallimenti e cadute) della nostra volontà a quella di Dio. È una pace profonda, intima, imperturbabile. Si fonda, infatti, sulla potenza del Vangelo, sull’onnipotenza di Dio e del suo Spirito.
Una pace che il mondo ignora e non può dare: «Nova / ai terrori immobile / e alle lusinghe infide / pace che il mondo irride, / ma che rapir non può» (Manzoni, La Pentecoste). Pace di Cristo che significa ordine, tranquillità dell’ordine, raggiunta armonia, faticosamente conquistata dentro e fuori di noi, comunione di fede e di grazia col Padre celeste e con i nostri fratelli nella sua volontà.
In tal modo e secondo la promessa di Cristo non sarà, malgrado tutto, turbato il nostro povero cuore; non avrà timore, malgrado il suo perenne «guazzabuglio» (Manzoni, I promessi sposi, cap. X), la sua abissale profondità («profunditas est homo et cor eius abyssum»).
È in fondo l’impegno che abbraccia tutta la nostra esistenza, quello di agire e vivere in una giustizia di verità e di amore, che ci libera e ci salva e ci fa, dentro e fuori di noi, testimoni fervidi e umili costruttori di pace – di una pace, quella donataci per sempre da Cristo Signore. Amen.
*Vescovo, già presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica

