• POLITICA E VIRUS

Quarantena? Ci vorrebbe per Conte

La polemica durissima che ha opposto il presidente del Consiglio ai governatori delle Regioni ha avuto ovvie ripercussioni sulla fiducia dei cittadini per le istituzioni. Oltretutto sono risultate a vanvera le accuse del premier Conte ai medici di Codogno, che paghiamo anche con ripercussioni internazionali.

Politica in quarantena? In parte certamente sì, come è giusto che sia vista la situazione generale del paese. Ma anche no, per il proseguire in sordina delle polemiche e delle divisioni che hanno caratterizzato l’ultimo periodo, e per una serie di azioni dell’esecutivo o delle opposizioni che hanno avuto effetti anche rilevanti. Vediamo.

Il Paese ha assistito con sgomento, pochi giorni fa, alla polemica durissima che ha opposto il Presidente del Consiglio ai governatori delle regioni, culminata nella minaccia di Conte di revocare i poteri sanitari ai governatori stessi (manovra fra l’altro impossibile visto che parliamo di poteri stabiliti in Costituzione).  Ora quando, in una situazione di crisi nazionale, il popolo vede i responsabili litigare fra loro, prova un profondo disgusto e disagio, e si sente in pericolo, tanto più che questa volta è in ballo la salute stessa dei cittadini. E tende inevitabilmente, il popolo, a riversare la propria riprovazione su entrambi i contendenti, giudicandoli entrambi irresponsabili.

Solo che è poi venuto a galla che a scatenare il conflitto è stato proprio il Presidente del Consiglio, che ha puntato il dito contro i medici dell’Ospedale di Codogno, accusandoli in maniera del tutto ingiustificata di non rispettare i protocolli e di causare quindi la diffusione del virus. Con questo, non solo ha offeso ingiustamente medici e infermieri che erano sul fronte più esposto della battaglia (e taluni dei quali hanno pure contratto la malattia per l’assistenza continua prestata ai malati), ma ha anche di fatto annunciato al mondo che in Italia non si rispettano i protocolli, e quindi il virus non è contrastato adeguatamente e si diffonde.

Da qui la reazione immediata di tutti i paesi europei e anche di altri continenti, di stendere un cordone sanitario attorno al nostro paese, isolandoci da tutto e da tutti. Sono saltate decine di migliaia di prenotazioni turistiche, le mete italiane sono state cancellate dai tour operator per le prossime vacanze, le merci italiane vengono bloccate ai confini, le ordinazioni industriali cancellate.

Si tratta di reazioni del tutto spropositate e fuori controllo, come quelle di alcuni proprietari di case del Sud-Italia che hanno esposto i cartelli “Non si affitta ai settentrionali”. Ma con questa situazione dobbiamo fare i conti. Così come, purtroppo, siamo costretti ad assistere all’Ordine dei medici che attacca altri enti per inadempienze, tutte da dimostrare, su guanti e mascherine, o a provvedimenti tra loro del tutto contrastanti come quelli di vietare partite di calcio anche delle serie inferiori, che si svolgono all’aperto e con scarso numero di spettatori, e di non porre limitazioni alla circolazione delle metropolitane che possono essere stipate all’inverosimile.