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Vandali all’opera

Profanato un cimitero in Turchia

Nell’antico camposanto di Yemisli sono state profanate centinaia di tombe, alcune delle quali risalenti al primo millennio dopo Cristo

 

Il camposanto cristiano di Yemisli, un villaggio della provincia di Mardin, nel sud est della Turchia, è stato profanato. Centinaia di tombe, alcune delle quali risalgono anche al primo millennio dopo Cristo, sono state vandalizzate, resti mortali e oggetti funebri sono stati dispersi nei terreni circostanti. La scoperta risale al 29 giugno, giorno in cui gli abitanti del villaggio, nella ricorrenza dei santi Pietro e Paolo ai quali è dedicata la cappella del cimitero, si sono recati secondo consuetudine a rendere onore ai loro defunti. La grave violazione perpetrata da ignoti ha gettato nello sconforto i cristiani che hanno denunciato il fatto alla polizia locale. Espressioni di solidarietà sono state formulate dai rappresentati della comunità yazidi ancora residenti nel paese. Nel dare notizia della profanazione, l’agenzia di stampa Fides ricorda che “la regione montuosa di Tur Abdin, nella Provincia sud orientale di Mardin, costituisce un’area di radicamento storico delle comunità cristiane sire nella regione. La sede del Patriarcato siro ortodosso di Antiochia nel XIII secolo si era stabilita nei pressi di Mardin, nel Monastero di Mor Hananyo, e lì era rimasta fino al 1933, per poi trasferirsi in Siria (prima a Homs e poi a Damasco). Nei primi anni del conflitto siriano, la Provincia di Mardin ha registrato l’arrivo di un consistente flusso di rifugiati cristiani fuggiti dalla Siria”.