• ECOLOGISMO

Prima vittima della guerra al Global Warming è la verità

Le variazioni climatiche che sempre si sono verificate nel nostro Pianeta, come dimostra la storia del clima, dipendono da molteplici e complessi fattori fisici. Con il pretesto della “sostenibilità”, ogni aspetto della nostra vita sarà regolato e controllato da esponenti della finanza e tecnocrati.

Caro direttore,

leggendo il tuo articolo del 18 novembre scorso dal titolo :“Poveri tutti, la parola d'ordine del Nuovo ordine mondiale”, mi è venuta in mente la conclusione espressa in un bel volume di Mario Giaccio nel suo libro “Il Climatismo: una nuova ideologia” (Ed. 21mo Secolo). Mario Giaccio è stato professore ordinario di "Tecnologia e innovazione” presso la Facoltà di Economia e Commercio, di cui è stato anche Preside, della Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara.

Questo libro di Mario Giaccio spiega molto bene la verità che c'è in tema di AGW (Anthropogenic Global Warming) e le truffe che si nascondono dietro questo tema. E' uscito subito dopo il famoso summit di Parigi (COP21) in cui si conferma l'urgenza dei provvedimenti da prendere e la necessità di limitare l'aumento della temperatura globale entro i 2°C rispetto ai livelli preindustriali. Se si fa un confronto con il Periodo Caldo Medioevale, in cui le temperature erano di circa 2-3 gradi superiori a quelle attuali, si propone, in pratica, che il riscaldamento debba essere limitato tanto che la temperatura risulti inferiore a quella già verificatasi nel Medioevo (e in molte epoche precedenti) quando non sono avvenute tutte le catastrofi che puntualmente ci vengono profetizzate. L'acccordo di Parigi testimonia che la prima vittima della guerra al Global Warming è la verità.

Storicamente si può dire che nel 1980 l'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo fondato dall'ONU non per studiare il clima ma per dimostrare che il riscaldamento gobale è causato dall'uomo, ha fatto credere che l'umanità deve affrontare una catastrofe a causa della immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra (anidride carbonica soprattutto). Tutto questo promette di essere il più costoso errore scientifico della storia derivato dal famoso Protocollo di Kyoto.

Le variazioni climatiche che sempre si sono verificate nel nostro Pianeta, come dimostra la storia del clima, dipendono da molteplici e complessi fattori fisici. Per questo è molto difficile fare previsioni future, che vengono proposte sulla base di modelli matematici e simulazioni al computer. Se un modello viene proposto, ad esempio, in una discusssione scientifica, in contrapposizione ad altri in una gara di “bravura” dei modelli, è una cosa encomiabile, ma se da un modello deterministico si vuole fare scaturire politiche mondiali che condizioneranno pesantemente la vita della umanità, allora si scantona in un processo  politico, o in scelte politiche che non dovrebberro essere ammantate da una pretesa di scientificità.

Guardando obiettivamente alla politica del Protocollo di Kyoto si ha l'impressione che essa non sia stata proposta per ridurre le emissioni di anidride carbonica, ma che sia una facciata di comodo dietro cui si nasconde il conseguimento di qualche altra finalità.

Con il pretesto della “sostenibilità”, ogni aspetto della nostra vita sarà regolato e controllato da esponenti della finanza e tecnocrati. Il Protocollo di Kyoto propone la creazione di mostri burocratici nazionali e sovranazionali, che dovrebbero razionare le emissioni e di conseguenza l'attività economica mondiale. Probabilmente il climatismo è uno strumento per un governo globale, ovviamente monocratico.