a cura di Stefano Fontana
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Preghiere nuove: non tutte accettabili

Purtroppo, dobbiamo constatare un fatto nuovo non molto soddisfacente. Capita sempre più spesso che, durante la messa, oppure alla fine di una decina del Rosario recitato in comunità, ci venga proponga di pregare per delle intenzioni non condivisibili, né dal punto di vista della ragione né da quello della fede. Un tempo si pregava senza nessun problema per le intenzioni che la Chiesa proponeva, in modo particolare per le “intenzioni del papa”. Ora non è più così sempre e in assoluto, capita talvolta che alcune intenzioni non siano accettabili in coscienza. In questo caso il fedele, che aveva pregato per l’intenzione precedente, sospenda la sua adesione a quest’altra intenzione, per poi riprendere di partecipare con la sua preghiera all’intenzione successiva.

In qualche caso il motivo è che quella intenzione non corrisponde ai principi della Dottrina sociale della Chiesa la quale, purtroppo, è costretta a diventare criterio di selezione delle intenzioni di preghiera. Nel blog precedente ho parlato degli inviti di Francesco a pregare nel mese di settembre per la sostenibilità ambientale. Ecco, intenzioni di questo genere sono ormai frequentemente presenti anche nelle preghiere dei fedeli durante la messa, oppure in altre occasioni, come per esempio, la recita del Rosario. Però davanti ad una preghiera per la conservazione della biodiversità, per l’acquisizione di nuovi stili di vita (che non si capisce quali dovrebbero essere), per la sostenibilità ambientale, oppure per l’abbandono delle risorse di vecchio tipo e lo sviluppo di quelle green, oppure per l’accoglienza dei migranti, oppure per la vaccinazione come atto di amore, oppure per un patto educativo universale … molti, giustamente, non si sentono di partecipare.

Non si sentono di partecipare perché avvertono che simili intenzioni di preghiera sono molto appesantite da contenuti politici e ideologici. Si tratta di intenzioni che, prese così nelle poche parole che le esprimono, risultano poco chiare evangelicamente e quindi strumentalizzabili da interessi di parte. Molte di queste intenzioni, se non meglio specificate, fanno l’interesse di gruppi di potere anticristiani. Pregare per nuovi stili di vita improntati alla sobrietà cosa vuol dire? Quali sarebbero questi nuovi stili di vita? Il pauperismo e la “decrescita felice” ne fanno parte? Pregare per la sostenibilità ambientale vuol dire pregare anche per il contenimento forzato della nascite? Queste intenzioni, così ambigue e fuorvianti, rappresentano un atto di aggressione nei confronti dei fedeli non sempre attenti alle sfumature, i quali vengono coinvolti in una preghiera che di cristiano non ha nulla, ha solo molto di mondano. Ma la preghiera non può sottomettersi alla propaganda.

Infine sembrano utili due altre osservazioni. La prima è che man mano che la Dottrina sociale della Chiesa non viene correttamente insegnata o insegnata in modo addomesticato, la capacità dei fedeli di avvertire queste imposizioni ideologiche nelle intenzioni di preghiera diminuirà sempre di più e lo spirito del mondo entrerà ulteriormente nella vita spirituale. La seconda è che quello che ho segnalato è un evidente sintomo della disunità nella Chiesa molto grave dato l’ambito in cui si manifesta, ossia l’ambito liturgico e della preghiera.