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omelia

Pizzaballa: celebrare la vita dove una pietra sigillò la morte

Il patriarca latino di Gerusalemme celebra la Messa in Coena Domini nel Santo Sepolcro, a porte chiuse: «Siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera». E la lavanda dei piedi «non è un gesto morale, un esempio edificante, una scena tenera», ma «il modo in cui l’amore decide di entrare nel mondo».

Borgo Pio 02_04_2026

Messa in Coena Domini a porte chiuse per il patriarca latino di Gerusalemme: nel clima di guerra e restrizioni (che hanno toccato anche i riti liturgici) si fa ancora più palpabile il paradosso di un sepolcro da cui la vita risorge. E sono proprio quelle del Santo Sepolcro le porte chiuse in cui il patriarca dà inizio al Triduo pasquale, ricordando all'inizio dell'omelia: «siamo nel luogo dove una pietra sigillò la morte. Eppure, ora siamo qui per celebrare la vita. C’è una tensione che non possiamo ignorare: fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione. Siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera, e vorremmo poter cambiare tutto questo».

Tensione e lacerazione che solo il gesto di Cristo può rovesciare: «Gesù, nell’ora del suo passaggio, si cinge. Ma non si cinge per andarsene. Si cinge per chinarsi. Questa è la prima cosa che dobbiamo vedere: Gesù trasforma il gesto di chi parte, nel gesto di chi serve. L’esodo, nella logica di Dio, non è una fuga dal mondo, ma un immergersi nel mondo fino in fondo. I fianchi cinti di Gesù non sono più il segno di chi fugge dalla schiavitù, ma di chi si fa schiavo per amore». Quello della lavanda dei piedi, sottolinea Pizzaballa, «non è un gesto morale, un esempio edificante, una scena tenera. È la forma concreta della Pasqua di Gesù. È il modo in cui Dio attraversa la storia. È il modo in cui l’amore decide di entrare nel mondo». Una dimensione su cui ritorna nuovamente nel corso dell'omelia: «non nasce da uno sforzo morale. Nasce da un’esperienza ricevuta. Solo chi si è lasciato lavare può imparare a lavare. Solo chi ha accettato di essere amato così può amare così. Per questo la prima conversione non è fare qualcosa per gli altri, ma smettere di resistere all’amore di Cristo».

Piccola nota in margine, ma non marginale: come si può notare dal video (e com'è consuetudine nel Patriarcato) la Messa è stata celebrata in lingua latina. Lingua che invece, e non da ora, sembra quasi dimenticata in Vaticano, anche nei riti principali dell'anno liturgico: con la sola eccezione del Venerdì Santo, tutte le celebrazioni papali sono in italiano: Messa del Crisma, Messa in Coena Domini e persino la Veglia pasquale (resta l'incognita della Messa del giorno, in attesa del relativo libretto). C'è più universalità in Medio Oriente che nel cuore della Cristianità.