a cura di Riccardo Cascioli
  • Africa

Pastori e agricoltori. Tentativi di dialogo e pace in Nigeria e Mali

In Africa pastori transumanti e agricoltori sono da sempre in conflitto per il controllo delle terre e dei punti d’acqua. L’espansione delle comunità agricole toglie spazio ai pascoli, trasforma terre semiaride in campi coltivati. I pastori invadono le terre e distruggono i villaggi dei contadini costringendoli a spostarsi. Nigeria, Mali, Repubblica Centrafricana sono tra i paesi in cui la concorrenza tra pastori e agricoltori, il conflitto per la terra e i diritti di pascolo raggiunge livelli estremi. Migliaia di persone ne muoiono ogni anno e nella Repubblica Centrafricana la presenza di enormi mandrie è uno dei motivi che hanno dato origine nel 2012 alla guerra civile tuttora in corso. In Nigeria è soprattutto nella fascia centrale del paese che si verificano più di frequente gli scontri. Per la prima volta, per tentare di arginare la violenza, alcuni governatori degli stati sudoccidentali e due governatori degli stati settentrionali della federazione si sono accordati per proibire il pascolo libero. Il 26 gennaio hanno incontrato i capi dell’associazione degli allevatori di bestiame e hanno deciso di costituire un comitato in ogni stato che avrà il compito di garantire buoni rapporti tra pastori e agricoltori. Nel corso dell’incontro i governatori inoltre hanno concordato anche di proibire il pascolo notturno e l’impiego di pastori minorenni. L’incontro è stato organizzato in seguito a un intensificarsi degli scontri nel sud ovest del paese. Qualche giorno prima il governatore dello stato di Ondo aveva ordinato ai pastori di lasciare tutte le riserve forestali dello stato. Anche in Mali è in corso un tentativo di mettere fine ai conflitti tra i pastori transumanti Fulani e gli agricoltori Dogon. Dopo mesi di negoziati, grazie anche alla mediazione del Centro per il dialogo umanitario, una ong svizzera, alcune comunità del Mali centrale hanno accettato di sospendere i combattimenti. Il 12, 22 e 24 gennaio i Fulani e i Dogon della regione di Koro, al confine con il Burkina Faso, hanno firmato tre accordi che li impegnano “a lavorare in pace, dimenticare il passato e diffondere messaggi di pace e coesione”. Le comunità hanno accettato di “garantire l’integrità fisica, la libera circolazione di persone, beni e bestiame, di rispettare le usanze e i costumi di tutti e di consentire ai membri di tutte le comunità l’accesso ai villaggi e ai mercati. Anche in questo caso gli accordi seguono un periodo di violenze e attacchi intensificati.