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Pass sanitario a Tucumán, un precedente col nazismo

Copiando la dittatura sanitaria che si pretende di implementare in Europa, il governo argentino e quelli provinciali vogliono imporre il pass sanitario per obbligare chi non si vaccina. Un inquietante precedente con l'occupazione nazista in Francia del 1942 in cui agli Ebrei venivano proibiti gli stessi luoghi che ora si proibiscono ai non vaccinati. 

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A partire dal 1° dicembre vige nella Provincia di Tucuman (Argentina) l’obbligo per tutte le persone maggiori di 13 anni di disporre di un “pass sanitario” il quale attesti il suo portatore rientra nel ciclo completo di vaccinazione anti covid 19.

Questo documento permetterà l’ingresso e la presenza nei centri commerciali, cinema, palestre e attrazioni turistiche; eventi sportivi di tutti i tipi che prevedano affollamenti di persone; concerti, ricevimenti, feste con partecipazione di un gran numero di persone come matrimoni o altre cerimonie; eventi religiosi di grande afflusso, bar e ristoranti, banche, amministrazioni pubbliche, case di riposo e asili d’infanzia; eventi e attività di massa in luoghi aperti o chiusi.

Il governatore in carica Osvaldo Jaldo ha disposto la validità del pass sanitario dal 1° dicembre al 31 dicembre attraverso il decreto di necessità e urgenza 13/1.

Gli organizzatori, titolari o responsabili delle attività raggiunte dal provvedimento si dovranno fare carico del controllo e dell’accreditamento del pass sanitario nell’accesso alle stesse strutture.

Una misura simile è stata tentata dal governatore della provincia di Buenos Aires qualche mese fa anche se ha poi desistito interrotto nell'intento. La logica che applica ora il governatore tucumano è quella di discriminare gran parte della popolazione che in molti casi non è convinta di vaccinarsi, a causa della mancanza di informazioni sulla composizione e gli effetti avversi dei cosiddetti vaccini.

Trattandosi di terapie geniche ancora sperimentali la vaccinazione però non può essere obbligatoria; vaccini i quali oltre ad essere in fase di sperimentazione presentano effetti avversi mortali per coloro che se lo sono iniettati così come ha riconosciuto il ministero della salute il 21 di settembre scorso: shock anafilattico, reazioni allergiche, generalizzate e gravi, sindrome convulsiva, febbre superiore a 40°, trombocitopenia, disturbi di coagulazione, epilessia non controllata e altri disturbi neurologici progressivi.

Le autorità tucumane si dicono democratiche, nazionali e popolari, usano simboli peronisti, però in pratica adottano identiche misure discriminatorie, le stesse imposta in Francia durante l'occupazione tedesca nazista. Disposizioni pubblicate come Misure di applicazione della nona ordinanza delle autorità di occupazione circa i giudei. L'ordinanza fu pubblicata l'otto giugno del 1942.

Queste misure proibivano agli ebrei di frequentare tutti i luoghi pubblici e di assistere alle manifestazioni pubbliche: ristoranti, caffè, saloni e bar, teatri, cinema, concerti, sale di musica e altri luoghi di piacere, cabine telefoniche pubbliche, piscine, musei, biblioteche, esposizioni pubbliche, luoghi storici, manifestazioni sportive sia da partecipanti che da spettatori, camping e utilizzo dei parchi.

Diversi momenti storici e diverse circostanze, però identica metodologia discriminatoria in entrambi i casi immotivata, perché, come hanno riconosciuto in varie occasioni le stesse autorità sanitarie, i vaccinati possono contagiare e contagiarsi reciprocamente perché i vaccini non immunizzano. È lo stesso schema: discriminazione senza supporto legale alcuno, perché le azioni che si pretende di combattere non sono in nessuna maniera delittuose, perché non c'è nessuna norma legale che le condanni.

Non smette di essere evidente che le democrazie progressiste e socialdemocratiche come l'Argentina ricorrano a questa metodologia di controllo tipica dei governi totalitari come il nazismo allora e la dittatura cinese nell'attualità.

Un altro esempio in più della armonia e concordanza concettuale e pratica tra posizioni politiche che apparentemente dovrebbero essere antagoniste. Nel caso del nazismo in Francia non era reato essere giudeo però si discriminava e si limitava tutte le persone di quella razza. Nel caso della provincia di Tucuman non è un delitto essere non vaccinato, però ugualmente si discrimina e si limita le persone che hanno sufficienti motivi per non vaccinarsi, soprattutto perché non hanno nessuna legge che li obblighi.

Una volta di più siamo in presenza di concezioni politiche assolutamente antagoniste dal punto di vista ideologico, però identiche nei loro procedimenti discriminatori. Tanto che si arriva a generare una specie di “nazismo progressista” o di “progressismo nazista” a danno assoluto del popolo argentino, nel breve o nel lungo raggio. In poche parole: un governo democratico con pratiche sanitarie tipiche del nazismo.

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