• ALL'INFERNO CON DANTE/24

Papi all’Inferno tra i simoniaci - VIDEO

Ventiquattresima puntata 

Se Dante ha provato compassione per Francesca, Farinata, Pier della Vigna, Brunetto Latini, nel senso che si è sentito coinvolto come uomo e come peccatore dinanzi alle loro parole e alla loro storia, il suo atteggiamento nei confronti dei simoniaci è di distacco, di derisione, di sarcasmo.

Gravissima è la colpa dei simoniaci, che hanno approfittato della loro posizione e delle cariche ricoperte per arricchirsi.

Il capovolgimento del rapporto tra i valori terreni (ricchezza, potere) e divini è evidente proprio nel contrappasso. Nella bolgia le anime sono collocate a testa in giù, soltanto le estremità delle gambe fuoriescono dai fori. Le piante dei piedi sono infuocate come quando il fuoco si propaga da una superficie oleosa: la fiammella che tormenta i ministri di Dio sembra evocare un’antiaureola di santità che poggia sulla pianta dei loro piedi.

 I fori del fondo della bolgia sono paragonati al fonte battesimale che Dante ruppe pochi anni addietro per salvare un bimbo che era sfuggito alle mani del sacerdote che lo stava battezzando. Questa è una delle poche annotazioni biografiche della Commedia, molto utile anche per datare la composizione dell’Inferno intorno al primo decennio del Trecento.

Vedremo nella puntata l’incontro di Dante con papa Niccolo III, colpevole di simonia e di nepotismo.

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