• IL MALE

Papa Francesco: "Il Diavolo c'è, anche nel XXI Secolo"

Il Diavolo non è un residuo di vecchie credenze dei secoli scorsi, ma opera contro la nostra salvezza, anche nel XXI Secolo. Ne è convinto Papa Francesco, che ne parla tutte le settimane.

Lucifero

Seguo quotidianamente il Magistero di Papa Francesco, e qualche tempo fa ho deciso di studiare quali sono i temi più ricorrenti nella sua predicazione e catechesi. Non si tratta dei temi che attirano di più i grandi media. Al primo posto c'è la misericordia di un Dio che ci aspetta e ci perdona, un tema quasi sempre collegato alla Confessione. Se questo non è forse sorprendente - almeno per i nostri lettori - colpirà di più sapere che tra i personaggi più spesso citati da Papa Francesco, subito dopo Gesù, viene la Madonna. Francesco è un Papa profondamente mariano, ma i suoi riferimenti alla Madonna di rado suscitano l'interesse dei giornali. Al terzo posto - per alcuni, ne sono certo, ancora più sorprendentemente - c'è il Diavolo. Bisogna tornare a certi periodi del Magistero del beato Giovanni Paolo II (1920-2005), se non a Leone XIII (1810-1903), per trovare un Papa che citi così spesso il Demonio.

In realtà, i grandi temi del Magistero di Papa Francesco sono collegati tra loro. La proposta della misericordia di Dio è gratuita, è commovente e per di più passa attraverso quel mistero di dolcezza e di grazia che è la Madonna. Eppure, la maggioranza degli uomini la rifiuta. Ci sono certo le colpe individuali e la pressione del mondo e delle ideologie. Ma queste non bastano a spiegare il mancato incontro tra la misericordia di Dio e tanti uomini. Ci dev'essere qualcos'altro - o qualcuno: il Diavolo, un essere intelligente che continuamente crea e frappone ostacoli.

Il Pontefice parla del Demonio tutte le settimane, e l'11 aprile gli ha dedicato - non è la prima volta - tutta la predica mattutina a Santa Marta. «La vita di Gesù - ha detto Francesco - è stata una lotta. Lui è venuto a vincere il male, a vincere il Principe di questo mondo, a vincere il Demonio». Contro Gesù, poi contro i cristiani, il Diavolo organizza le tentazioni e «anche le persecuzioni». Noi cristiani «dobbiamo conoscere bene questa verità».

Infatti, «anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio, perché lo Spirito del male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù». Ma come opera il Diavolo? «La tentazione del Demonio - ha detto il Papa - ha tre caratteristiche e noi dobbiamo conoscerle per non cadere nelle trappole. Come fa il Demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica».

Quando la tentazione del Diavolo è respinta non getta la spugna ma «cresce: cresce e torna più forte». Gesù, ha spiegato il Papa, «lo dice nel Vangelo di Luca: quando il demonio è respinto, gira e cerca alcuni compagni e con questa banda, torna». Di solito questa crescita avviene «coinvolgendo altri»: anche questo lo vediamo dall'esperienza di Gesù, con il Diavolo che mobilita nemici e persecutori. Così, quello che «sembrava un filo d’acqua, un piccolo filo d’acqua, tranquillo diviene una marea».

Succede anche oggi, Il Demonio opera tramite la persecuzione, la seduzione, la tentazione che «cresce, e contagia. E alla fine, si giustifica». Tornando sul tema del suo recente incontro con i parlamentari italiani, Papa Francesco ha affermato che la tentazione di giustificare il male fa presa soprattutto sulle classi dirigenti: vediamo, al tempo di Gesù, come si giustificano i sacerdoti del Tempio, che alla fine trovano buone ragioni anche per ucciderlo, pur sapendolo innocente.

Stiamo attenti anche noi, ha aggiunto il Pontefice, «quando, nel nostro cuore, sentiamo qualcosa che finirà per distruggere» le persone. È probabile che venga dal Demonio. «Stiamo attenti perché se non fermiamo a tempo quel filo d’acqua, quando crescerà e contagerà sarà una marea tale che soltanto ci porterà a giustificarci male, come si sono giustificate queste persone», affermando che «è meglio che muoia un uomo [Gesù] per il popolo».

«Tutti siamo tentati - ha concluso il Papa - perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il Principe di questo mondo – il Diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: "Ma, Padre, che antico è lei: parlare del Diavolo nel secolo XXI!". Ma, guardate che il Diavolo c’è! Il Diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui».