• LA GENESI DEL CASO

Papa e gay, il giallo dell'inedito dell'intervista tagliata

Padre Spadaro cerca di normalizzare dicendo che le parole sulle unioni civili del Papa sono di un'intervista nota di Valentina Alazraki. Vero, ma quel passaggio non è mai andato in onda: nel video si vede lo stacco mentre si parla di omosessuali. Inutile negare che le abbia pronunciate ora che i tg le hanno mostrate: non erano pubbliche, sono state tagliate anche dalla trascrizione integrale dell'intervista. Evidentemente però erano custodite gelosamente da qualcuno in Vaticano, che ora deve spiegare perché, nonostante il "taglio", lo sdoganamento delle unioni gay sia ricomparso nel documentario di un regista russo in funzione della causa cattogay. 

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Padre Antonio Spadaro dice che «non c'è niente di nuovo. Quello che rimane e colpisce è la capacità di ascolto di Francesco». Ma non è vero. Nuova è la frase pronunciata da Papa Francesco sulle unioni civili e sul fatto che lui si è battuto per questo. Spadaro attribuisce questo passaggio ad un'intervista rilasciata dal pontefice a Valentina Alazraki, una giornalista messicana «e all'interno di questa Papa Francesco parla di un diritto alla tutela legale di coppie omosessuali ma senza in nessun modo intaccare la Dottrina».

Corre veloce il direttore della Civiltà Cattolica nel normalizzare e cercare di spegnere l’incendio con un secchio d’acqua, ma la fretta, come si sa, fa i gattini ciechi. Per lo meno si danno per scontate al grande pubblico affermazioni dirompenti che i fedeli non avevano mai prima d’ora sentito pronunciare da un pontefice.

Che cosa deve essere successo e da dove nascono queste parole che stanno facendo parlare il mondo intero? Nascono dall’intervista del Papa alla giornalista messicana realizzata nel maggio 2019 per la tv Noticieros televisa. Quando Spadaro dice che l’intervista era conosciuta dice il vero, ma non dice che quel passaggio non era mai stato pubblicato. Ognuno lo può verificare.

L’intervista - interamente in spagnolo - toccava tutti i temi dell’epoca, dal caso Viganò alla pedofilia nella Chiesa, dalle aperture di Papa Francesco su diverse questioni morali al rapporto con il potere e i governi.

Ad un certo punto l’argomento cade anche sull’omosessualità. Il Papa si lamenta di essere stato equivocato in varie occasioni e cerca di difendersi dicendo «di aver sempre difeso la dottrina» e che «questo non vuol dire approvare gli atti omosessuali». Ma c’è un passaggio al minuto 56 in cui ribadisce che gli omosessuali hanno diritto ad essere accolti in famiglia, poi parla di quando i giornali lo hanno attaccato titolando “il papa manda i gay dallo psicologo”. Frase anche questa che Bergoglio spiega alla giornalista. Al minuto 57.58 però arriva il momento clou. Papa Francesco ribadisce: «Quello che ho detto è che hanno diritto a una famiglia e questo non vuol dire approvare gli atti omosessuali…». Improvvisamente si percepisce nitidamente uno stacco perché il Papa continua a parlare ma viene interrotto e subito ricompare la giornalista che gli ricorda le parole sul volo aereo “chi sono io per giudicare?”: occasione per parlare di come i giornalisti catturino le dichiarazioni sganciate dal contesto. Subito dopo il papa annuisce e si passa a parlare di Amoris Laetitia e del tema della Comunione ai divorziati risposati.

Il passaggio dunque che da ieri i tg stanno trasmettendo e che mostra chiaramente il Papa pronunciarsi a favore delle unioni civili (vedi il servizio del Tg1) appartiene sicuramente a quell’intervista perché l’ambientazione è la stessa, come si evince dalla sedia in vimini alle spalle del pontefice che compare in tutte le inquadrature. Ma il passaggio nell’intervista mandata in onda nel maggio 2019 non c’è. È stato sicuramente tagliato e verosimilmente è stato tagliato al minuto 58 poco dopo che il Papa dicesse che «questo non vuol dire approvare gli atti omosessuali».

Un taglio da manuale. Anche la trascrizione che ne ha fatto il portale vaticano Vatican news il 28 maggio 2019 nel lanciare l'anteprima dell'intervista video non ha il passaggio "incriminato". Viene pubblicato il testo integrale, ma non quel riferimento alla "ley de convivencia civil". Poco prima il Papa aveva parlato dei gay da accogliere nelle famiglie e appena dopo dirà che la legge sul matrimonio omosessuale è un'incongruenza. È probabile che il regista russo Afineevsky abbia incollato parti diverse della stessa intervista. Ma per farlo ha dovuto avere accesso - e lo ha confermato - ad archivi che gli sono stati messi a disposizione. Da qualche parte, in un qualche cassetto dei sacri palazzi, c'era il passaggio tagliato sulle unioni civili.   

A questo punto il Vaticano dovrebbe spiegare come mai un passaggio tagliato da un’intervista ufficiale poi, un anno e mezzo dopo, ricompare consegnato nelle mani di un regista russo che lo usa per un documentario sul Papa. Qualcuno ha voluto forzare la mano e far deflagrare la bomba gay segnalando al regista il ghiotto bocconcino?

Ma non è questo l’unico interrogativo: perché la Alazraki, che è una giornalista scrupolosa e seria, ha dovuto cancellare quel passaggio? Un giornalista difficilmente si lascerebbe scappare una notizia del genere. Ma forse a qualcuno in Vaticano quelle parole sulle unioni civili erano sembrate troppo inappropriate in bocca ad un pontefice? O forse troppo premature? In ogni caso quel passaggio non era pubblico, per un qualche motivo era stato tagliato, ma ora è ricomparso in un contesto ben preciso: la causa cattogay e omoeretica. E nessuno può più fare finta di nulla.

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