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Pakistan e Medio Oriente: Fermare la persecuzione dei cristiani

Pakistan: il vescovo di Lahore, mons. Shah, conferma a La Nuova BQ che il governo pakistano non fa abbastanza per proteggere i cristiani. Nel frattempo, la dichiarazione del Vaticano, della Russia e del Libano in difesa dei diritti dei cristiani nel Medio Oriente è un appello all'Onu per un intervento. Anche militare, se necessario.

Cristiani in Pakistan

In Pakistan sarebbe bastato poco per proteggere la vita dei cristiani di Lahore, ma anche la polizia era assente. Il vescovo di Lahore, mons. Shah, lo conferma a La Nuova Bussola Quotidiana: il governo non fa abbastanza per proteggere i suoi cittadini di fede cristiana. E l'Occidente deve stare attento, perché quando gli islamisti colpiscono i cristiani, stanno lanciando un avvertimento a tutti noi. Nel frattempo, la dichiarazione del Vaticano, della Russia e del Libano in difesa dei diritti dei cristiani nel Medio Oriente è un appello all'Onu per un intervento. Anche militare, se necessario. Perché la Chiesa non è pacifista per partito preso.

PAKISTAN. IL GOVERNO NON DIFENDE I CRISTIANI di Marta Petrosillo

Polizia che distoglie lo sguardo al momento buono, nessuna garanzia dei diritti e fine della moratoria della pena di morte: sono tante le preoccupazioni della comunità cristiana in Pakistan all'indomani del duplice attentato di Lahore. Ne parlano a La Nuova Bussola Quotidiana mons. Sebastian Francis Shah, arcivescovo di Lahore e padre James Channan direttore del locale Centro Domenicano per la Pace.

INTERVENIRE IN DIFESA DEI CRISTIANI. IL VATICANO LO CHIEDE di Stefano Magni

Monsignor Silvano Tomasi presenta la dichiarazione del Vaticano a Ginevra in difesa delle comunità cristiane perseguitate nel Medio Oriente. L'obiettivo è quello di mettere in piedi una coalizione che aiuti a fermare il genocidio. Non si esclude affatto l'intervento militare. Svolta rispetto al pacifismo? No. Il Vaticano ha sempre parlato in questi termini. E' la comunità internazionale che si è finora tappata le orecchie.

QUANDO UNA GUERRA PUO' DIRSI "GIUSTA"? di Elisabetta Broli

 La Chiesa non è ideologicamente pacifista. Nel Catechismo le condizioni per una guerra giusta sono chiare: grave danno causato dall'aggressore, inesistenza di alternative, uso proporzionato delle armi e ragionevole speranza di successo. Questo spiega perché, in questi mesi, la Chiesa sia tutt'altro che contraria a un'azione militare contro l'Isis in Medio Oriente.