Ordinati un vescovo e quattro sacerdoti in India
Si assiste nell’Orissa a una fioritura straordinaria di vocazioni nella diocesi teatro della più grave persecuzione dei cristiani degli ultimi anni
Il 28 gennaio, nello stato indiano di Orissa, l’arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar ha festeggiato con gioia e speranza l’ordinazione di quattro nuovi sacerdoti: padre Sugrib Baliarsingh, padre George Badseth, fratello Saraj Nayak e fratello Madan Baliarsingh OFM Conv. A celebrare la messa di ordinazione, nella chiesa della parrocchia di San Giuseppe a Godapur, nel distretto di Kandhamal, è stato monsignor Rabindra Ranasingh, il nuovo vescovo ausiliare dell’arcidiocesi la cui ordinazione episcopale era avvenuta solo pochi giorni prima, il 17 gennaio. Erano presenti circa 3.000 fedeli e oltre 140 tra sacerdoti e suore: una potente testimonianza di fede particolarmente significativa perché nel 2007 e 2008 proprio nel Kandhamal una ondata di violenza in odium fidei ha colpito i cristiani delle diverse confessioni. È stata la più terribile persecuzione contro i cristiani verificatasi negli ultimi anni in India. Centinaia di cristiani furono uccisi, migliaia di abitazioni furono distrutte, centinaia di chiese furono bruciate, profanate o distrutte e più di 60.000 fedeli fuggirono, sfollati per salvarsi dalla violenza. “Siamo scelti da Dio per condividere la triplice missione di Cristo: santificare, cioè la missione sacerdotale; insegnare, la missione profetica; governare, che è la missione regale-pastorale – ha detto durante l’omelia monsignor Ranasingh rivolgendosi ai nuovi sacerdoti – voi siete la presenza e l’azione di Cristo che vi ha scelti per servire il Suo popolo, anche a costo della vita”. Da bambini, tutti e quattro i sacerdoti hanno assistito alle stragi e alla devastazione: “ho visto l'odio distruggere vite, ma ho anche sperimentato il perdono e il coraggio. Questo è ciò che mi ha portato al sacerdozio” ha ricordato padre Sugrib Baliarsingh. “Dopo quindici anni a livello umano molte ferite rimangono aperte – ha spiegato padre Ajay Singh, un sacerdote e avvocato locale interpellato dall’agenzia di stampa Fides – la giustizia è ancora in attesa, i mezzi di sussistenza non sono ancora del tutto ripristinati e il tessuto sociale necessita di una piena riconciliazione. L’ordinazione di monsignor Ranasingh per i cristiani di Kandhamal è la prova che la fede ha vinto, la speranza è viva e la carità di Cristo fiorisce dal deserto e dalla sofferenza”.

