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Open Day Insieme, la scuola per crescere

Da novembre a fine gennaio tantissimi genitori sono chiamati a scegliere la scuola per i propri figli. Rispondendo all'allarme educativo, "Open Day Insieme" aiuterà le famiglie a scegliere le scuole paritarie più responsabili.

Openday

Parlare di libertà di educazione, in questo periodo, può sembrare cosa da sognatori, da persone che vivono fuori della realtà. Come si fa a preoccuparsi di argomenti simili, quando la crisi economica si fa sempre più drammatica, il conflitto sociale dilaga, gli uragani devastano e uccidono, le tensioni internazionali incombono?

Eppure, parrà strano, la questione educativa è basilare. Si tratta dello sguardo, degli occhi con cui l’uomo impara a guardare tutta la realtà: da se stesso, al tifone che distrugge  paesi interi facendo morire migliaia di persone, o alla mancanza di lavoro; uno sguardo che può essere aperto e curioso, disposto a imparare, accogliere e costruire in ogni condizione, oppure cinico e disilluso.

È assolutamente condivisibile, pertanto, la preoccupazione con cui La Nuova Bussola Quotidiana lancia l’allarme educativo per il dilagare nelle scuole italiane dilaga dell’ideologia gender: «Di che sesso sarai da grande?». È vero, i nostri figli meritano domande migliori, a partire proprio dalla scuola; ed è per questo che, probabilmente, vale la pena far conoscere l’iniziativa che un numeroso gruppo di scuole paritarie ha avviato in questi ultimi giorni.

Si tratta della compagna nazionale “Open Day Insieme - la Scuola per crescere”, promossa da Cdo Opere Educative (che associa oltre 520 scuole, con più di 50mila alunni); un tentativo che vuole essere un segnale concreto e un aiuto per le famiglie italiane a individuare con maggiore facilità quelle scuole che, nella loro città, hanno preso sul serio l'impegno di essere un luogo educativo responsabile, in grado di rispondere ai bisogni dei giovani, delle famiglie e della società.

Da novembre a fine gennaio, come è noto, tantissime famiglie sono chiamate a scegliere la scuola per i propri figli. Una decisione importante, che chiede di essere fatta considerando innanzitutto quei percorsi scolastici che possono favorire l’espressione dei talenti presenti nei nostri figli e far emergere la domanda di bene e di verità che ogni uomo ha dentro di sé.

In Italia ci sono tantissime scuole paritarie che svolgono un ottimo servizio pubblico, con metodologie didattiche spesso innovative e risultati molto incoraggianti sotto il profilo dell’apprendimento e della crescita della persona. Però non sono molto conosciute; anzi, nel nostro Paese sono spesso emarginate oppure oggetto di pregiudizio ideologico. Occorre allora che facciano tutto il possibile per farsi conoscere, incontrando quante più persone possibile e facendo toccare con mano la ricchezza della proposta educativa di cui sono portatrici. Per modificare la mentalità  il movimento “dal basso” è molto più utile della dialettica.

Con questo nuovo format a livello nazionale, dunque, le scuole paritarie aderenti all’iniziativa “fanno sistema” della loro esperienza di Open Day, per poter comunicare con più efficacia che in Italia esistono istituti di qualità, attenti al bisogno educativo/formativo dei giovani, con una particolare cura della didattica e della formazione dei docenti, e dire: “Vieni a vedere e a toccare con mano!”

Ogni scuola che aderisce a Open Day Insieme è riconoscibile grazie ad un logo comune, presente nel materiale informativo da esse diffuso e nei rispettivi strumenti di comunicazione digitale, oltre che nel sito www.opendayinsieme.com, che è il portale web comune nel quale le scuole condividono la propria esperienza, rendendola conoscibile e fruibile ad ogni famiglia e a chiunque possa essere interessato.

È il primo anno e, come ogni cosa appena nata, deve crescere e irrobustirsi, ma questa iniziativa ha una grande potenzialità che nel tempo potrà esprimersi appieno. Già ora è possibile, visitando il sito (che è online da pochi giorni), accorgersi della grande ricchezza di strumenti didattici di eventi pubblici offerti da quelle scuole che hanno già  caricato i propri materiali: un segnale in controtendenza rispetto alla cultura relativista e nichilista che si sta tentando di introdurre sempre più esplicitamente nella scuola di Stato; un segnale che va sostenuto e diffuso, per il bene delle famiglie e dei nostri giovani.