a cura di Anna Bono
  • Rifugiati

Oltre metà dei bambini rifugiati non va a scuola

 

“Invertire la rotta. L’istruzione per i rifugiati in crisi” è il titolo di un rapporto appena pubblicato dall’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, dedicato al problema dell’educazione dei bambini rifugiati. Il loro continuo aumento rende sempre più difficile far sì che tutti vadano a scuola. Alla fine del 2017 erano sotto mandato dell’Unhcr 19,9 milioni di rifugiati, il 52% dei quali di età inferiore a 18 anni. Su 7,4 milioni in età scolastica, quattro milioni non hanno scuole a disposizione. Nel solo 2017 il numero dei minori rifugiati in età scolastica è aumento di un milione ed è stato possibile assicurare una istruzione soltanto a metà di essi. Se persisterà la tendenza attuale, altre centinaia di migliaia di bambini, che già hanno perso la loro casa, si vedranno privati anche di una istruzione. Alcuni dati aiutano a capire l’entità del problema. In media il 92% dei bambini del mondo frequentano la scuola elementare, ma la percentuale scende al 61% nel caso dei rifugiati. La percentuale delle frequenze scende al 23% per la scuola secondaria, rispetto all’84% mondiale. Quindi quasi i due terzi dei minori rifugiati che frequentano le elementari non proseguono gli studi. “L’istruzione non è un lusso” è il titolo di uno dei capitoli del rapporto in cui si evidenzia come la situazione delle bambine sia ancora più preoccupante. In Kenya e in Etiopia, ad esempio, il rapporto dei bambini che frequentano le elementari è di 10 maschi su sette femmine. Il rapporto scende a 10 maschi e quattro femmine nel caso delle secondarie.