Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sante Basilissa e Anastasia a cura di Ermes Dovico
BBB

Olanda, vince la protesta contro la transizione verde

Ascolta la versione audio dell'articolo

Da 0 a 20% in tre anni: il Movimento degli Agricoltori e dei Cittadini è un caso clamoroso di crescita politica, pur nell'ostilità tendenziale dei media e avendo pochi mezzi a disposizione. Perché? Perché si oppone alle leggi draconiane che il governo olandese si appresta ad imporre all'agricoltura per rispettare la transizione verde europea. 

Creato 17_03_2023
La campagna elettorale del BBB

Caroline van der Plas pareva che avesse un infarto quando ha visto le prime proiezioni del voto delle provinciali in Olanda, un’elezione di importanza strategica perché determina la composizione, non solo dei governi locali, ma anche del Senato. Il partito della van der Plas è nato nel 2019, in un momento drammatico della sua vita: l’anno stesso è morto suo marito per tumore. Nel 2021, alle elezioni per la Camera, aveva vinto un primo seggio. In queste, per il Senato, non si era nemmeno esposta a far campagna elettorale, perché aveva ricevuto minacce di morte. Temeva di fare la stessa fine di Pim Fortuyn, leader libertario assassinato nel 2002 da un fanatico ecologista. Eppure, il suo Movimento degli Agricoltori e dei Cittadini è diventato all’improvviso il primo partito, con il 20% dei voti, 15 senatori eletti. “Tutto ciò non è normale, ma lo è evidentemente! Solo persone normali ci hanno votato” ha dichiarato la van der Plas alla stampa.

Come si spiega una crescita così impetuosa, a fronte di mezzi modesti e di una leader che non appare certo come una figura carismatica di condottiero, ma come una “normale” signora di mezza età? Il Movimento degli Agricoltori e dei Cittadini, in olandese Boer Burger Beweging (da cui l’acronimo BBB) è la reazione alle leggi draconiane applicate dal governo olandese per la transizione verde. Il governo Mark Rutte, che pure include partiti conservatori e liberali, dunque più sensibili ai temi della libertà e dell’autonomia, ha dichiarato guerra alle emissioni degli ossidi di azoto, prodotti dall’attività agricola. Per rispettare i regolamenti europei, la quantità di emissioni deve essere tagliata drasticamente dal 70 al 95%, a seconda delle aree agricole, entro il 2030. «Dobbiamo emettere molto meno azoto – spiegava, l’anno scorso, Christianne van der Wal, ministro dell’Agricoltura - Purtroppo il settore agricolo ne emette molto. Hanno fatto tanto per ridurne le emissioni, ma purtroppo non è sufficiente. Bisogna ridurre ancora».

L’impatto sull’agricoltura e in particolare sugli allevamenti sarebbe drammatico. Migliaia di aziende, rispettando queste direttive, dovrebbero chiudere i battenti. Il governo offre complessivamente 24 miliardi di euro in sussidi e la possibilità di rilevare le fattorie, ma per milioni di olandesi ciò significherebbe abbandonare attività di una vita, anche molto redditizie, per ordine del governo. Per chi non chiude, si impone il sacrificio di doversi sbarazzare di quasi tutti gli animali d’allevamento. La piccola Olanda è il secondo esportatore agricolo del mondo, dopo gli Stati Uniti. Con la transizione verde, perderebbe questo vantaggio strategico.

Al movimento di protesta degli agricoltori si è aggiunto anche quello dei cittadini: alla crisi delle campagne si è sommato anche il rincaro dei prezzi abitativi, per la stessa ragione. Associazioni ecologiste hanno vinto una serie di cause, ottenendo la sospensione di ogni ulteriore progetto edile finché non viene risolto il problema degli ossidi di azoto. Le case, infatti, sono a loro volta fonte di gas serra e gli ecologisti hanno dimostrato che l’Olanda, per rispettare il Green Deal europeo, non può permettersi di aggiungere ulteriori emissioni. Lo stop alle nuove costruzioni, deciso dal governo a seguito delle sentenze, ha ovviamente provocato un rincaro dei prezzi delle case nelle città.

L’unione della protesta agricola e di quella urbana ha determinato la nascita e la crescita del BBB. Lo scopo immediato del Movimento è quello di bocciare la transizione ecologica, per lo meno per come è stata concepita sinora. Lo scopo di lungo periodo è quello di frenare il processo di accentramento del potere nell’Unione Europea. Da programma, il BBB intende ridurre le funzioni di Bruxelles «a un livello pari a quello in cui la Comunità Economica Europea era intesa una volta».

Il nuovo movimento di protesta ha immediatamente guadagnato l’ostracismo mediatico, in patria e all’estero, e l’etichetta infamante di “populista”. Di converso, per gli stessi motivi, ha ottenuto il sostegno di Geert Wilders, il leader del movimento anti-immigrazionista e contro l’islamizzazione dell'Olanda. Nel futuro si vedrà se il BBB, attaccato dal mainstream e corteggiato dalla destra, riuscirà a mantenere coerentemente la sua linea (in difesa degli interessi concreti degli agricoltori e dei cittadini vessati da leggi ecologiste), oppure si farà assorbire dalla più variegata galassia delle destre europee. Per ora è troppo presto per dirlo. Mentre è già evidente, con la crescita di questo nuovo movimento, così come la precedente protesta dei gilet gialli francesi, che le leggi sulla transizione verde stanno provocando le prime reazioni popolari di massa.

Gli ecologisti hanno le spalle coperte e possono compiere anche proteste estreme (come quelle di Ultima Generazione che blocca le strade e imbratta quadri e monumenti) senza temere reazioni: si limitano a chiedere di più di quel che già i governi europei promettono. I movimenti contrari al Green Deal, invece, anche se pacifici, incontreranno un’ostilità crescente da parte delle autorità, dei media e del mondo della cultura, correndo rischi politici e personali sempre più gravi. Sarà questa, essenzialmente, la natura del conflitto sociale che verrà.