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Chiesa cattolica

Nuovi episodi di intolleranza in India

Nel Rajasthan le vittime, accusate da nazionalisti indù, sono state dei fedeli in preghiera e nell'Uttar Pradesh un istituto scolastico

 

In India continuano gli episodi di intolleranza nei confronti dei cristiani. La recente vittoria elettorale ottenuta nello stato del Bengala occidentale dal Bjp, il partito nazionalista indù del primo ministro Narendra Modi, non fa che accrescere la sicurezza degli integralisti indù di agire con largo consenso e soprattutto impunemente. Le notizie di violenze, soprusi, intimidazioni, umiliazioni sono quasi quotidiane. L’agenzia di stampa AsiaNews ne ha riportate due tra le più gravi. Il 1° maggio nel Rajasthan i fedeli di un villaggio cattolico del distretto di Banswara e quelli di alcuni villaggi vicini, non essendoci una chiesa nella zona erano riuniti per una novena mariana presso una grotta di Lourdes situata in un giardino privato quando una dozzina di uomini, mentre si stava distribuendo l’eucarestia, vi hanno fatto irruzione accusando i presenti di compiere conversioni forzate. Uno degli intrusi ha estratto un coltello, c’è stata una colluttazione. La polizia allertata è sopraggiunta e senza svolgere accertamenti ha arrestato quattro persone con l’accusa di tentato omicidio e violazione delle leggi anti conversione. “Secondo la comunità locale, composta in gran parte da tribali Bhil, molte persone vivono ora nella paura e alcuni uomini si sono nascosti per timore di nuovi arresti”, spiega AsiaNews. Anche monsignor Devprasad Ganawa, vescovo della diocesi locale di Udalpur, ha espresso forte preoccupazione: ‘L’incidente sconvolge la vita del villaggio e della comunità. Oggi essere cristiani comporta grandi difficoltà e spesso abbiamo la sensazione di essere costantemente sorvegliati’”. Nell’Uttar Pradesh accuse di conversioni forzate sono state rivolte alla St.Teresa Academy di Modinagar. A muoverle sono state alcune organizzazioni nazionaliste indù che il 5 maggio hanno organizzato una protesta davanti all’istituto durante la quale hanno scandito slogan e disegnato simboli ‘OM’ sui cancelli. Padre Jesu Amrutham, direttore della scuola, raggiunto da AsiaNews ha chiarito che la struttura esiste dal 1982, oggi conta circa 1.500 studenti e non ha mai svolto attività di proselitismo: “di questi solo 14 sono cristiani – ha detto – mentre gli altri appartengono alla comunità maggioritaria e scelgono il nostro istituto per la qualità dell’istruzione e i valori educativi”. È stata una insegnante che, dopo aver ricevuto un richiamo verbale per il suo reiterato comportamento offensivo nei confronti di studenti e genitori, ha diffuso le infondate accuse di conversioni forzate. Monsignor Bhaskar Jesuraj, vescovo di Meerut ha spiegato: “non siamo assolutamente coinvolti in attività di conversione nelle nostre scuole. Gestiamo istituti educativi da molti anni e non è mai accaduto nulla del genere. Alcuni gruppi con interessi particolari approfittano della situazione e delle leggi esistenti, arrivando persino a farsi giustizia da soli”.