a cura di Benedetta Frigerio
  • India

Nell’Uttar Pradesh in un mese almeno 12 aggressioni e violenze contro i cristiani

In un mese nell’Uttar Predesh, India settentrionale, si sono verificati almeno 12 episodi di violenza contro cristiani. La denuncia è di A. C. Michael, ex membro della Commissione governativa per le minoranze, secondo cui gli attacchi, istigati da false notizie pubblicate da alcuni mass media locali, sono opera di fondamentalisti indù con la collaborazione delle locali autorità di polizia. Dei pastori protestanti sono stati arrestati in piena notte con false accuse di “conversioni fraudolente”. La polizia ha presidiato con posti di blocco delle strade che portano ad alcune chiese costringendo i fedeli che vi si stavano recando a tornare a casa. Diversi pastori sono stati minacciati ed è stato loro impedito di celebrare funzioni in chiesa, altri sono stati arrestati e rilasciati solo nei giorni successivi. Uno degli episodi di violenza si è verificato il 5 settembre quando la polizia ha arrestato il pastore Durga Pradesh e 270 cristiani nella cittadina di Jaunpur. L’11 settembre su pressione di gruppi radicali indù, ha arrestato un altro pastore, Rajendra Chouhan e sette fedeli. Il 13 settembre una veglia di preghiera guidata dal pastore Ravindra è stata interrotta da una folla di estremisti che hanno messo in fuga i fedeli. Sempre l’11 settembre un leader religioso locale, Ram Milan, è stato picchiato e poco lontano la polizia ha fermato alcuni pastori e dei fedeli che stavano guidando una assemblea di preghiera. Altri pastori sono stati fermati a aloro volta il 18 settembre. Il 18 settembre una folla di radicali scortata dalla polizia, è sfilata in corteo a Jaunpur urlando slogan, è entrata in una chiesa e ha fermato i presenti. Il 24 settembre la polizia ha ordinato al pastore Nanhe Lal di chiudere la sua chiesa.