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Asia

Negata in India a un cristiano la sepoltura in cimitero

I famigliari hanno dovuto seppellire i resti di un loro congiunto in un terreno di loro proprietà promettendo di non apporre simboli religiosi alla tomba

Oltre al dolore immenso di perdere un figlio di 13 soltanto, dopo una lunga malattia, dover sopportare anche quello di non poterlo seppellire in un cimitero. È quanto sta soffrendo Krutibas Santa, il padre del ragazzino, e con lui tutta la sua famiglia. Succede a Kapena, un villaggio dello stato indiano di Orissa, dove una parte della popolazione si è opposta all’inumazione del ragazzo e ha impedito lo svolgimento dei riti funebri: questo perché il defunto e la sua famiglia sono cristiani. Alla fine, dopo 20 ore di discussioni, grazie all’intervento delle autorità distrettuali e della polizia, Krutibas ha ottenuto il permesso di seppellire il figlio, ma solo in un terreno di proprietà delle famiglia e solo dopo aver firmato una dichiarazione in cui si impegnava a non apporre simboli religiosi sulla tomba. Questo gravissimo episodio di intolleranza religiosa arriva a poche settimane da un altro. Il 25 gennaio quando una trentina di famiglie cristiane si erano recate di mattina nell’edificio usato come chiesa per pregare. Alcuni abitanti del villaggio avevano protestato e addirittura avevano intimato loro di abiurare la fede. Al rifiuto, avevano costretto i fedeli a uscire dalla chiesa e l’avevano chiusa. In seguito a ciò, le autorità locali avevano organizzato un incontro pacificatore tra le parti che però evidentemente non ha avuto successo. I cristiani del villaggio hanno espresso il loro dispiacere e la loro indignazione per il trattamento riservato al piccolo e alla sua famiglia. Quello di Kapena non è il primo caso di sepoltura negata ai cristiani, spesso su istigazione dei fondamentalisti indù, responsabili di sempre più frequenti episodi di intolleranza nei confronti dei cristiani, soprattutto negli stati della federazione governati dal Bjp, il partito nazionalista indù che dal 2014 governa in India.